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Attualità

UNA GENERAZIONE COI NERVI TESI

foto sinistra

Vita frenetica, ritmi serrati, caos metropolitano, tecnologia in costante evoluzione: dietro a tutto ciò noi, umili esseri umani, arranchiamo senza sosta. Questo terzo millennio, partito sotto il segno di grandi mutamenti e radicali innovazioni, non sta smentendo le attese. Se è vero che ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria, dovevamo aspettarci uno scotto da pagare. Ed ecco che, tra mille altre problematiche, conseguenza, compendio, o danno collaterale che sia, ci troviamo ad essere un popolo di stressati.
DI COSA SI TRATTA..
Il termine, preso in prestito dall'ingegneria meccanica, indica la torsione, la pressione a cui un metallo viene sottoposto fino ad arrivare al punto di rottura. Etimologia abbastanza esplicita che lascia pochi dubbi all'accezione negativa che solitamente accompagna questa parola. In realtà lo stress è una condizione naturale dell'uomo, è la risposta che il nostro organismo dà agli stimoli esterni che riceve. Ciascuno di noi lo vive continuamente nella sua quotidianità. Tutto dipende insomma, sia per i metalli che per noi, da quanto riusciamo a torcerci e resistere senza spezzarci. Indipendentemente dal tipo di agente stressante, dalla critica di un capo al leone che sbarra la strada, il nostro corpo reagisce sempre nello stesso modo quando percepisce una minaccia. Attiva una procedura di emergenza, una reazione automatica: la risposta di attacco e fuga, ossia il comportamento che ci ha guidati durante tutta la storia evolutiva, garantendoci la sopravvivenza. Messo davanti ad una minaccia, ad un agente di stress massimo, ancora prima che possiamo rendercene conto, il nostro corpo attiva i meccanismi base di difesa: scappare, attaccare o restare immobili come stoccafissi. Poco importa se il pericolo percepito richieda veramente una di queste reazioni. Stimoli di questo tipo permeano le nostre giornate, il passaggio da eustress -stress positivo a distress -stress negativo (quello che di solito intendiamo con questo termine) dipende dal grado di stress che attribuiamo agli eventi. Questo varia da individuo a individuo. Ci sono persone, per loro natura, maggiormente portate ad essere stressate rispetto ad altre.
COSA CI STRESSA?
Molte sono i fattori che ci caricano di stress. In primis, troviamo il lavoro, seguito a ruota da famiglia e relazioni interpersonali. Pochi anni fa la Lidap (Lega Italiana contro i Disturbi d'Ansia, da Agorafobia e da attacchi di Panico), ha svolto un' indagine sui fattori che causano ansia e stress, coinvolgendo circa 3.500 persone. Agli intervistati veniva chiesto di elencare, dalla più alla meno intensa, 10 condizioni che, per loro, erano fonte di stress. Le risposte più frequenti hanno individuato tra i colpevoli l'ambiente urbano. Il traffico, la ricerca del parcheggio, la confusione nei mezzi pubblici, le distanze all'interno della stessa città, gli spostamenti continui e lo scarso contatto con la natura, sembrano essere sofferte dalla maggioranza degli italiani. A sorpresa, ad essere afflitti da questo male non sono solo i residenti delle grandi città, ma anche gli abitanti dei centri più piccoli. Un altro campanello d'allarme suona dalle statistiche: patologie e disturbi legati allo stress come attacchi di panico, difficoltà a gestire l'ansia e fenomeni di burn out lavorativo hanno avuto un impennata. Anche i più giovani e gli adolescenti ne risentono. Le stesse statistiche nel 2000 davano numeri nettamente inferiori. Siamo riusciti in meno di vent'anni a promuovere lo stress da spauracchio d'oltreoceano a seria minaccia per la nostra salute psicofisica.
INTERNET TRA I COLPEVOLI
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