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COME DIFENDERSI DALLE POLVERI SOTTILI

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Cittadini impotenti contro lo smog? Non del tutto. Anche chi ha la sfortuna di abitare in metropoli grigie e pianure dalla conformazione "a padella" , dove l'inquinamento è di casa, può prendere le sue contromisure. Sono gli scienziati che hanno messo sotto la lente il particolato atmosferico a dettare le regole per uno stile di vita anti-smog.

Qualcosa si può fare per difendersi dalle polveri sottili, dentro e fuori casa. Lo spiegano i ricercatori del Centro Polaris dell'università di Milano-Bicocca, autori del Progetto Tosca (Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio).

Gli esperti, che per 3 anni hanno studiato l'aria di Milano e della Lombardia, dispensano 10 consigli utili per correre ai ripari. Si tratta di mosse semplici che spaziano dalla messa al bando delle fritture casalinghe fino alla scelta della location giusta per l'happy hour (mai all'aperto) e degli "arredi verdi" .

Ecco i consigli:
SPORT AL PARCO
La prima dritta è per gli amanti del jogging: «Scegliete i giorni di pioggia per la corsa in città (parchi compresi). Le giornate migliori sono in generale quelle a condizioni meteorologiche avverse. Il brutto tempo - vento, pioggia, neve - contribuisce infatti a eliminare il particolato dall'atmosfera. Mentre nelle giornate di sole si crea l'effetto "pentola a pressione", con gli inquinanti che stazionano inesorabilmente verso il suolo. I dati del progetto Tosca mostrano che in inverno i livelli più elevati di Pm si rilevano in corrispondenza di lunghi periodi di bel tempo (stabilità atmosferica)».

SPESA INTELLIGENTE
Meglio farla a mezzogiorno. «Le uscite negli orari prossimi a metà giornata sono preferibili per bambini e anziani, dato che a queste ore vengono rilevate le concentrazioni più basse di inquinanti».

A SPASSO COL BEBÈ
La regola è: «Portate a spasso i bimbi nel marsupio». In giro per le strade della città, avvertono gli scienziati, «è bene che siano il più possibile lontani dalle sorgenti dirette di emissione. In inverno e in condizione di stabilità atmosferica le concentrazioni di Pm rimangono praticamente uguali nei primi 100 metri dal suolo. L'uso di zaini non impedirà ai piccoli di respirare aria inquinata, ma eviterà i danni legati all'inalazione del particolato più insidioso che si trova più vicino al suolo».

PERCORSI TRAFFIC-FREE
Quando le polveri sono alle stelle è meglio «evitare le strade più trafficate optando per percorsi alternativi». La Rete aiuta: «Sfruttare i servizi a disposizione su Internet per costruire percorsi pedonali in strade meno trafficate per gli spostamenti abituali (lavoro, scuola, palestra) e occasionali. Anche gli spostamenti in auto potrebbero seguire questa indicazione dato che si eviterebbe di rimanere a lungo esposti alle emissioni diminuendo anche le quantità rilasciate per via dei rallentamenti».

OCCHIO ALL'HAPPY HOUR
Anche l'aperitivo può essere ad alto tasso di inquinamento. Ecco perché, quando si frequentano ristoranti e bar, «si devono preferire ambienti chiusi e climatizzati a spazi all'aperto. In genere all'esterno è consentito fumare e il fumo di sigaretta si aggiunge alle emissioni da smog, peggiorando la qualità dell'aria».

CASA SICURA
Per un'abitazione "smog free", meglio la cucina a vapore della frittura. «Si devono scegliere stili di cottura che producano poche polveri sottili - spiegano gli esperti - L'uso di oli o il contatto diretto degli alimenti su piastra fanno schizzare in alto le concentrazioni di particolato fine in ambienti chiusi. In assenza di cappe adeguate, la situazione diventa critica esattamente come in una strada super trafficata, anzi peggio. È stato infatti osservato che, durante la frittura, vengono liberate particelle di dimensione inferiore ad un micrometro. Le quantità di queste particelle aumentano anche di 10 volte, se non sono presenti sistemi di filtraggio (le cappe delle cucine) o adeguati ricircoli di aria».

VERDE ANTI-SMOG
Pollice verde contro le "polveri nere". Gli esperti della Bicocca spiegano come costruire una serra mangia-particolato: «Anche le piante possono dare una mano ad abbattere le concentrazioni di inquinanti in ambienti chiusi. Si tratta di scegliere quelle giuste. Il ficus, la dracena e la gerbera sono le più indicate, in quanto riescono a rimuovere fino al 40% degli inquinanti presenti, come la formaldeide (utilizzata nel trattamento di mobili) e il benzene». Particolare cura va riservata alle foglie, «la parte attiva di questi organismi».

RISCALDAMENTO E CONDIZIONATORI
Il progetto Tosca conferma che, anche nei mesi invernali e in città, una certa quantità di particolato fine deriva dalla combustione di biomasse, come legna e pellet. «Se si vuole usare un camino - suggeriscono gli scienziati - meglio chiuso e ad alta efficienza». Durante le surriscaldate estati metropolitane, invece, i condizionatori consentono di ridurre l'esposizione a particolato outdoor e a ozono, che aumenta sensibilmente nella stagione estiva. Ma è bene ricordare che con il tempo la capacità filtrante diminuisce e l'umidità può consentire lo sviluppo di microorganismi che possono provocare allergie. Fondamentale controllare i filtri e sostituirli in caso di perdita di efficienza.

DIETA SCUDO
«Per combattere i possibili effetti del particolato atmosferico, deve essere ricca di vitamine e antiossidanti. I colori possono aiutare. In inverno, frutta e verdura di colore rosso (pomodori, melograno, barbabietola arance rosse) con tanti antiossidanti naturali. È bene poi non farsi mai mancare alimenti di colore giallo e arancio, come carote, arance, mandarini, limoni, ricchi di sostanze che aiutano a prevenire gli effetti dei radicali liberi. Senza dimenticare il verde: in molte verdure a foglia sono contenuti antiossidanti e minerali che aiutano il corretto funzionamento delle funzioni dell'organismo». Infine, no al 'nero fumò. Dire addio alle sigarette «è il primo passo per limitare l'esposizione a sostanze inquinanti», concludono gli esperti.

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