• Home
  • Ristoranti e Vini
  • Cucina
  • Salute & Bellezza
  • Intrattenimento
  • Fashion
  • Viaggi
  • Eventi
  • Attualità
AREA RISERVATA

Login to your account

Username
Password *
Remember Me
Back Sei qui: Home Intrattenimento   Arte

IL SECOLO BREVE. TESSERE DI ‘900

IL SECOLO BREVE. Tessere di 900È una mostra stimolante quella che Fondazione Matteucci per l'Arte Moderna propone, nella sua sede accanto al Lungomare di Viareggio fino al 5 novembre 2017. La mostra, curata da Susanna Ragioniere, propone una serie di testimonianze di rilievo assoluto del Secolo trascorso, tessere di un mosaico che, letto nella sua complessità, evidenzia un periodo artistico tra i più fecondi e creativamente tumultuosi dell'arte italiana. Dalle nature morte di Thayat, Balla, Severini e De Pisis nelle quali emerge il sentimento di classicità di cui sono pervase alle figure di Spadini e Campigli, il Novecento scorre con la sua struggente anima, così forte ed eterogenea. Non manca, infine, il paesaggio: le suggestive visioni di Rosai, Lloyd, Guidi e Paresce su tutti. È un viaggio, sottobraccio ai grandi... un percorso emozionale con Morandi, Guttuso, Viani, De Chirico, preludio a una modernità che ha portato l'Italia dell'arte nel mondo.

JONAS BURGERT: SCANDAGLIODIPENDENZA AL MAMBO

Vale la pena di fare parecchi chilometri per vedere una mostra di pittura come quella allestita al Museo d'Arte Moderna di Bologna. Lotsucht / Scandagliodipendenza è il titolo della prima personale in Italia dell'artista tedesco Jonas Burgert, curata da Laura Carlini Fanfogna. In Italia le sue opere erano state esposte nella collettiva Hic et Nunc a Villa Manin di Passariano di Udine nel 2002, e nella bipersonale con il connazionale Christian Achenbach presso la Galleria Emilio Mazzoli di Modena nel 2011. Curioso però come quest'ultima mostra a Modena non figuri nell'elenco delle esposizioni dell'artista sul catalogo edito dal MAMbo. L'evento espositivo fa parte della sezione Polis della quinta edizione di ART CITY Bologna. Mai un titolo è stato così azzeccato per un'esposizione. Sono 37 dipinti ad olio su tela più una grafite di colossali dimensioni, creati nell'ultimo decennio dall'artista nato a Berlino nel 1969, visibili negli ampi spazi della Sala delle Ciminiere. Sono suddivisi per soggetti e dimensioni: una sala centrale per le opere scenografiche di dimensioni anche fino a 4 metri di altezza x 7 di lunghezza, una sala laterale per omaggiare l'immagine della donna, una sala in fondo per i ritratti più piccoli, in media 90x80 cm, e una quarta sala per composizioni con formati vari. Dipinti con trame intricate piene di personaggi in continuo movimento, all'interno di scenari in parte statici e grotteschi, in parte vorticosi e dinamici. Le tinte multicolor con picchi di tonalità fluorescenti contrastano con abiti o superfici a righe bianconere e decorazioni in stile carta da parati. I personaggi all'interno sembrano giocolieri, acrobati su trampoli che si trasformano in rami d'albero, mummie le cui fasce si svolgono diventando parti dell'arredo, naviganti in bilico su barche arenate all'interno di stanze deserte. Ispirati da una selezione accurata di scatti fotografici tra i più suggestivi, dei popoli e delle tradizioni di ogni parte del mondo: dai riti funebri degli Indù ai reportage dei festival orientali, dalle foto in bianconero dei detenuti nelle carceri di tutto il mondo, alle sfilate di moda di Parigi e Milano. Tutte queste foto e immagini si accumulano in una parte del suo studio a Berlino, sua città natale dove vive e lavora, e fungono da fonte ispiratrice. Tutto concorre al suo rituale immaginario che si affaccia al mondo reale come per magia. Con ogni composizione, con ogni singola pennellata, dipinge veri e propri scenari. Le sue opere raffigurano la sua visione della rappresentazione teatrale che costituisce l'esistenza umana, dell'inesauribile bisogno dell'uomo di dare un senso, una direzione e uno scopo alla propria vita.
Una rappresentazione teatrale dell'immaginazione, derivata dalla realtà, e modificata in corso d'opera, attraverso l'emozione del momento. E all'immaginazione dell'osservatore si rivolgono queste opere di enormi dimensioni che offrono spazio per la meditazione e l'introspezione personale, spazio all'invenzione e al pensiero, perchè ognuno di noi possa ritrovarsi ad analizzare la realtà delle cose con altri occhi e con più immaginazione. L'esposizione inaugurata il 25 Gennaio rimarrà aperta al pubblico fino al 17 aprile 2017 con i seguenti orari: martedì, mercoledì, domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 18. giovedì, venerdì e sabato dalle ore 10 alle ore 19. Lunedì chiuso. Per info tel. 051 6496611.

“LA CITTÀ IDEALE” DI ROBERTO FLOREANI

untitled 3Le associazioni culturali "La Centrale" di Vicenza e "Quinta Parete" di Verona presentano, presso le ampie sale del Palazzo Espositivo della Gran Guardia "La città ideale", antologica dell'artista Roberto Floreani che vanta il Patrocinio della Regione Veneto, della Provincia e del Comune di Verona. La mostra che ha aperto con grande partecipazione di pubblico lo scorso 22 Novembre resterà in visione fino al 31 gennaio 2015. Roberto Floreani nato a Venezia nel 1956, espone alla Gran Guardia dopo le grandi mostre dedicate negli anni alle opere della collezione di Giuseppe Panza di Biumo, ad Andrea Mantegna, a Camille Corot, Claude Monet e alla retrospettiva su Paolo Veronese. L'artista è considerato tra i più maturi e convincenti astrattisti della sua generazione anche a seguito del nutrito percorso museale istituzionale delle sue esposizioni. Nella metà degli anni '70 compie alcuni importanti viaggi in Europa. Tra il 1977 e il 1979 visita al Centre Pompidou la grande triade di mostre Parigi-Berlino, Mosca, New York, che svolge un importante ruolo formativo sui successivi esiti artistici. Poi nel 1980 si laurea presso l'università agli studi di Padova e si trasferisce per diverso tempo a New York. Negli ultimi anni tra il 2011 e il 2012 Roberto Floreani è inserito nella selezione "Storyboard" da Bonelli Arte Contemporanea a Canneto sull'Oglio (Mantova). Concepisce il progetto Roma per le Gallerie Russo a Roma e a Milano. Nella mostra di Verona l'imponente spazio espositivo sarà coinvolto in toto dall'artista che ha appositamente realizzato una grande installazione composta da oltre sessanta opere su tela. A completare e ad arricchire la mostra una decina di sculture, altre trenta opere anche di grande formato, e numerose altre provenienti da precedenti mostre museali e dalle esposizioni della Biennale di Venezia. Le tematiche della mostra riguarderanno l'evoluzione della presenza tematica del Concentrico, autentica "sigla" espressiva dell'artista, abbinato ad una nuova ricerca sul pattern geometrico e sulle tonalità cromatiche (con l'importante inserimento del blu Klein), che evocano anche suggestioni legate all'Oriente delle arti marziali, praticate dall'artista da quasi cinquant'anni. Il progetto "La Città ideale" prende spunto dalla celeberrima opera rinascimentale conservata nel museo di Urbino e considerata l'immagine dell'utopia e della perfezione. In questa scelta appare evidente l'intenzione da parte di Floreani di ribadire la centralità della pittura nell'ambito del contemporaneo, la sua continuità storica, il superamento degli stili, l'importanza della tecnica, la rilevanza espressiva riferibile alla bellezza, alla misura e alla possibilità che l'opera d'arte possa contenere anche un messaggio di natura spirituale. Quest'ultimo aspetto in particolare suscita da anni grande interesse da parte dell'artista che, attivo nell'ambito della ricerca astratta dal 1981, intende attualizzare le tematiche espresse dallo "Spirituale nell'Arte" di Kandinskij già nel 1912, riprese poi dai Sublime Optics di Josef Albers, fino alla sacralità cromatica di Ettore Spalletti o alle astrazioni di Sean Scully, Peter Halley e Lawrence Carroll, riconducibili al medesimo ambito tematico. Completerà il progetto la pubblicazione di una monografia arricchita da un'estesa antologia critica dedicata all'artista in questi ultimi anni. Info tel. 045 8033400.

Se vuoi leggere tutti gli articoli dell'ultimo numero di MCG puoi ricevere la rivista cartacea a casa tua effettuando un bonifico bancario di 15 euro, intestato a:

Morelli Media Partner

Via Dante Alighieri 4

46040 Gazoldo Ippoliti Mn

Pi: 01610350207

Bonifico bancario a MONTE PASCHI DI SIENA

FILIALE DI GAZOLDO DEGLI IPPOLITI

sul c.c. n° 100464,78 intestato a Morelli Media Partner

IBAN: IT 39 R 01030 57640 000010046478

BIC: PASCITM1038

e invia una mail con l'indirizzo corretto a cui dovrà essere spedito il giornale a:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A TU PER TU CON CLARA MALLEGNI

CLARA MALLEGNI

CLARA MALLEGNI: UN'ARTISTA OLTRE OGNI TEMPO ED OGNI LINEA

Come definiresti Clara Mallegni?
"Una creativa a tutto tondo, che non segue mode ma si esprime con sempre nuove sperimentazioni ovvero con una lettura e interpretazione dei sentimenti e degli accadimenti quotidiani."
Come ti sei avvicinata all' arte?
"Mi sono avvicinata all'arte osservando le esposizioni artistiche dei tanti Maestri che frequentavano soprattutto Pietrasanta, a partire dalla fine degli anni 80."
Cosa e chi influenza la tua arte?
"Niente influenza la mia espressività artistica a parte i miei umori."
La tua è un'arte vissuta a tutto tondo...
"Sento di appartenere alla poetica di riferimento, ma non solo. La costante della mia ricerca, spazia dal figurativo all'estrazione con molti simboli costantemente presenti."
Le tue prossime mostre?
"Le mie prossime mostre? Impossibile un'elencazione; sono davvero tantissime. Ti dirò soltanto che dopo Sanremo, Francoforte, Pietrasanta, Torino...avrò una personale in Regione Toscana presso Palazzo Panciatichi, a Firenze titolata " Sogno di vedere nascere l'alba", presentata, anche in catalogo, da Lodovico Gierut, un grande critico d'arte generoso di consigli."
So dell'apprezzamento di tanti collezionisti, così come alcune opere sono state acquisite da Fondazioni ed Enti, ce n'è una in particolare in qualche spazio importante?
"Sono presente, tra l'altro, nel Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi; presso la Fondazione Versiliana; nella collezione dell'Ospedale Pediatrico Apuano di Massa, come in quella del Consolato Italiano a New York. Concludendo, tengo molto a sottolineare il mio inserimento nel Catalogo dell'Arte Moderna n 52 edito da Giorgio Mondadori.

PAOLO VERONESE, L’ILLUSIONE DELLA REALTÀ

Fino al 5 ottobre alla Gran Guardia di Verona sarà possibile ammirare la mostra "Paolo Veronese. L'illusione della realtà". A cura di Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio, e Bernard Aikema, in collaborazione con la National Gallery di Londra, la mostra vedrà esposte oltre 100 opere, provenienti dai più prestigiosi musei italiani e
internazionali e presenta Veronese attraverso sei sezioni espositive. La mostra comprende anche numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l'obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Veronese ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. (F.M.)

SEVERINI. L’EMOZIONE E LA REGOLA

Fino al 3 luglio 2016, presso Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), la mostra, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, intende celebrare l'intera attività di Gino Severini raccontando non solo il periodo di adesione al Futurismo e al Cubismo ma abbracciando tutto il suo percorso: una perfetta parabola di protagonista del Novecento, attratto prima dalle rotture linguistiche dell'avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista. Circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola. Sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia.

GRAN GUARDIA DI VERONA OSPITA AMODIO

ARTE GHISI AMODIODopo il successo della mostra "Estasiante musica", tenutasi da maggio a ottobre 2013, la città di Verona ospita le opere dell'artista Antonio Amodio in uno dei palazzi espositivi più prestigiosi: la Gran Guardia. Sede istituzionale - che ha ospitato mostre di respiro internazionale quali "Mantegna", "Corot e l'Arte Moderna", la recente "Verso Monet" e che accoglierà il grande evento dedicato a Paolo Veronese in collaborazione con la National Gallery di Londra - dal 16
aprile al 10 maggio riserva una delle sue sale più eleganti all'artista veronese che fu anche allievo di Giacomo Manzú.
Artista precoce ed eclettico, Amodio comincia la sua attività lavorativa e artistica a soli 14 anni, orientando i primi studi sulle nobili e difficili tecniche della scultura e del bassorilievo. Scultore su pietra e su legno si esercita duramente, avviando uno studio sui soggetti sacri: Crocifissi, Sacre Famiglie, Madonne, Angeli e Putti, iniziano a essere collocati in numerose chiese italiane. Ben presto, però, Amodio si dedica anche al restauro e alla pittura. La sua sensibilità artistica lo porta, negli anni, a sperimentare, nella pittura, lo studio del volto attraverso un tratto lineare, semplice e pulito in grado di sintetizzare, con pochi colori, le innumerevoli sfaccettature dell'animo umano.
La mostra in Gran Guardia, organizzata dall'Associazione Culturale Quinta Parete che, ...

GINO SEVERINI. L’EMOZIONE E LA REGOLA

Fino al 3 luglio 2016, presso Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), la mostra, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, intende celebrare l'intera attività di Gino Severini raccontando non solo il periodo di adesione al Futurismo e al Cubismo ma abbracciando tutto il suo percorso: una perfetta parabola di protagonista del Novecento, attratto prima dalle rotture linguistiche dell'avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista. Circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola. Sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia.

LE SCULTURE DI BARBARA GHISI AL LUX DI MODENA

foto principaleL'artista mantovana Barbara Ghisi grazie all'ospitalità dei fratelli Domenico e Romano Codeluppi ha allestito un'esposizione di sculture artistico-letterarie fuori dal comune nella grande hall d'ingresso dell'hotel Lux, in via Galileo Galilei 218 a Modena. Barbara Ghisi già dai tempi del Liceo Artistico a Bologna aveva mostrato una particolare predisposizione per l'arte scultorea. Nel 1987 infatti si aggiudicò un premio importante in un concorso presso il Liceo Artistico, istituito dal Lions Club Bologna San Lazzaro. La scultura venne esposta alla storica Galleria Marescalchi. Nel filone letterario l'ossessione per i più piccoli particolari porta l'artista a curare tutto l'insieme dell'opera, dalla ricerca del soggetto alla visione concettuale artistico-letteraria. Il vero dubbio è se l'autrice abbia contribuito di più all'esaltazione della letteratura in arte, oppure alla visione dell'arte attraverso la letteratura! Opere uniche ottenute con libri cristallizzati nella resina, esposti su piedistalli di legno anticato e abbinati agli oggetti creati appositamente per ogni personaggio letterario a cui rendono omaggio. L'occhio dell'osservatore cade direttamente sull'unico volume e l'effetto d'interesse verso il titolo e il suo autore è automatico. Accanto al libro sul piedistallo vi è spesso un oggetto di appartenenza dell'autore, o di richiamo al contenuto del libro stesso. Spesso la scultura- installazione è completata con una teca di plexiglass che preserva e protegge l'opera nel tempo. Altre sono sculture a totem che esaltano la letteratura nel tempo attraverso l'opera d'arte ideata. Sovrapposizioni di libri "antichi e moderni" per non collocare la cultura in un periodo determinato, ma per renderla atemporale. Pagine senza tempo quindi anticate e rese preziose per gli anni che furono e per tutti quelli a venire come conservazione del pensiero dei grandi letterati e delle tradizioni. Tra gli scrittori a cui viene reso omaggio: Oscar Wilde con Il ritratto di Dorian Gray è ricordato da uno specchio deformante all'interno di una cornice d'epoca, posto dietro al libro aperto. L'osservatore si avvicina per leggere il titolo del libro e si trova di fronte al proprio ritratto riflesso in modo deforme. Luigi Pirandello con Uno nessuno e centomila dove dietro al libro c'è un bassorilievo in gesso patinato raffigurante diversi volti con differenti smorfie. Arthur Conan Doyle con Sherlock Holmes è rappresentato da una mano in resina antichizzata che regge una pipa, appoggiata al libro. In basso sul piedistallo in legno vi è la lente d'ingrandimento del detective. Nel Diario di Anna Frank la scultura presenta una mano in resina che regge un pennino all'interno di una prigione simboleggiata da tre sbarre laterali. Più concettuali invece le sculture dedicate a Dante Alighieri create con i tre libri sorretti da tondini in ferro battuto. Molto essenziali anche le due opere intitolate Leggere è volare 1 e 2, rispettivamente formate da tre libri aperti la prima e due libri la seconda, che imitano il decollo verso l'alto per rappresentare il volo della fantasia attraverso la lettura. Le opere resteranno in esposizione fino a fine marzo 2014. Per informazioni tel. 3288662152.

A VERONA L'EVENTO DELL'ANNO PER LA BOXART GALLERY

FOTO DI PARTE DELLA MOSTRAGrazie alla tenacia e alla lungimiranza del suo fondatore Giorgio Gaburro, alla valida ed esperta collaboratrice Beatrice Benedetti, si celebrano "Dieci artisti per vent'anni di Boxart" che per l'occasione vedono lo spazio della galleria rinnovato da un accurato restauro. Una mostra-party intitolata "2x10" coinvolge 10 tra i nomi che hanno partecipato a questi anni di storia. L'evento aperto il 3 ottobre scorso resterà visibile fino al 31 gennaio 2016, coinvolgendo anche il periodo di partecipazione ad ArteFiera di Bologna. I protagonisti con due opere a testa nell'evento in sede sono: Emilio Isgrò, di cui il gallerista ricorda la creazione della serie La Costituzione Cancellata, che resterà una tra le opere memorabili dell'artista. Con Steve Sabella e Andrea Mastrovito sono tra prescelti dal 2013 per gli eventi organizzati da Boxart insieme ai maggiori musei italiani come la Galleria nazionale d'arte moderna, il Centro Internazionale di Fotografia "Scavi Scaligeri" di Verona e il Museo H.C. Andersen di Roma.
Dell' internazionale Mario Schifano, primo amore come scelta artistica di Giorgio Gaburro, presentano un capolavoro del 1988 di due metri per tre, intitolato Per bambini da 3 anni in su. Liu Bolin artista cinese scoperto da loro nel 2006 presenta in anteprima una serie di scatti inediti legati al nuovo progetto sull'immigrazione, ambientato tra Lampedusa, Catania e Porto Empedocle che si amplierà come percorso nel padiglione di ArteFiera a gennaio. Mauro Fiorese espone scatti inediti nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Tra i lavori di pittura i quadri di Marco Cingolani, artista che vanta la collaborazione più longeva della storia della galleria scaligera, al quale sono legati da un rapporto di affetto e stima reciproca. Di Andrea Facco è in mostra la "falsa" cartolina composta nel 2007 e spedita dalla Cina a Giorgio Gaburro eludendo i controlli postali cinesi. Il francobollo dipinto dall'artista commemora la rivoluzione di piazza Tien An Men dell'1989, riproducendo in miniatura la celebre immagine dello studente che sfida i carri armati. Sul fronte vi è la Pechino ufficiale, quella della piazza in cui si affaccia la città proibita, sgargiante nei colori rinnovati in vista dei Giochi Olimpici del 2008. Dei fratelli cinesi Gao Brothers è stata scelta una copia di una delle foto sequestrate definitivamente dalla dogana cinese per la prima personale italiana da Boxart il 7 luglio 2007. La mostra si fece in extremis con una seconda spedizione di opere, tra cui una scultura Miss Mao n°2 alta oltre due metri, inviata da Honk Kong, in modo da schivare le ispezioni. In mostra anche un'altissima stele in marmo di Carrara con l'impronta di uno dei loro scatti iconici: TV fable. Infine, del grande Hermann Nitsch, due tele nere, esposte in occasione della sua discussa retrospettiva palermitana. Tutti gli artisti, ad eccezione del compianto Mario Schifano, sono stati presenti all'evento d'inaugurazione.
Dice il gallerista Giorgio Gaburro: "In un momento di difficoltà generale ci sembrava importante investire in innovazione per il nostro cuore pulsante, ineludibile, che è e resta la galleria di via dei Mutilati 7 a Verona". Da non perdere quindi una visita in sede per conoscere le attuali innovazioni dell'arte contemporanea e i progetti più ambiziosi e geniali degli artisti in mostra. Info Tel. 045 8000176 www.boxartgallery.com

POP ART CLASS DESIGN

Marylinpop2Classe, eleganza, originalità, bellezza e ricercatezza tecnica contraddistinguono le opere d'arte della mostra "Pop Art Class Design" alla Galleria ArteArte di Valentina Marongiu. In via Galana 9 a Mantova Roberta Diazzi e Arlene Piarulli espongono opere di pittura, scultura e design di elevata qualità artistica. Curata da Barbara Ghisi la doppia personale resterà aperta al pubblico fino al 1° dicembre. La modenese Roberta Diazzi si è diplomata presso l'Istituto d'Arte "Venturi" di Modena specializzandosi nell'arte della grafica, sempre attenta alla comunicazione visiva attraverso il gesto pittorico. La sua pittura è realizzata ad olio con alcuni tocchi creativi che donano alla tela un effetto cromatico di grande impatto espressivo, riconducibile ai grandi della corrente artistica della Pop Art, come Andy Warhol per le versioni ripetitive e seriali, e Roy Lichtenstein per la revisione stilistica del fumetto. E' inoltre specializzata nei ritratti su commissione. Famiglie facoltose come i Ferrari, i Montezemolo e i Pavarotti si sono fatti ritrarre da lei. I tipi di ritratti che esegue, tutti realizzati a mano partendo da una fotografia, sono tre: il ritratto classico, il ritratto Pop Art e il ritratto gioiello. In quest'ultimo la decorazione, totale o parziale, viene effettuata con elementi Swarovski certificati che per le opere più grandi implicano anche 20000 pezzi utilizzati, con diametri di pietre che vanno da 1 a 4 millimetri così da poter occupare con precisione ogni spazio. Nei ritratti a decorazione parziale il dipinto è realizzato a olio o resina e si utilizzano le pietre esclusivamente in alcuni particolari come orecchini, collane, gioielli in genere o parti di vestiario. Roberta Diazzi dipinge anche paesaggi e vedute di metropoli, manifestando i segni della globalizzazione e della miscela di culture diverse tipiche del Neo Pop. La scultrice e designer Arlene Piarulli vive a Crema ma è di origine americana. Pluripremiata artista contemporanea espone in diverse gallerie e fa parte di associazioni artistiche internazionali. È una mosaicista che intende dare una rilettura della tradizione musiva e della sperimentazione contemporanea nel campo del design e dell'architettura d'interni. Le ispirazioni per i suoi mosaici derivano dal mondo della natura, della moda e da tutto ciò che la circonda. I materiali ricercati e particolari sempre di lusso come l'oro a 24 carati, il quarzo con cime appuntite di cristallo e l'elegante marmo di Carrara, stimolano la sua fantasia e dalle sue mani prendono origine creazioni uniche e irripetibili. Creare un mosaico è un processo lento che presuppone un'adeguata conoscenza e percezione dei materiali utilizzati, dei colori e delle forme che si vogliono creare. Il suo metodo è come un gioco o un puzzle di forme, colori e umori, in cui gli elementi sono continuamente rimescolati fra loro per ottenere un risultato finale di gran classe. La galleria ArteArte dopo l'enorme successo del 2012, ripropone dal 7 dicembre la mostra collettiva con 16 artisti tra pittori, scultori e designer RegalArte. In galleria fino al 22 dicembre opere a prezzi accessibili per fare o farsi regali di Natale di alta qualità artistica.

Per leggere tutti gli articoli in pagina acquista il Magazine Mantova Chiama Garda in edicola oppure abbonati e ricevilo comodamente a casa tua.
Il numero completo di Mantova Chiama Garda è consultabile a pagamento anche online

 

La mantovana Bertoni fra Treviso e Firenze

arteIl grande artista italiano Giorgio De Chirico
disse: "Un artista non deve essere originale,
ma originario". Ossia lasciare nelle opere traccia delle
proprie origini, della terra natia, l'importanza del
dato antropologico e della provenienza, una sorta di
imprinting culturale riconoscibile. Rivelare la propria
provenienza attraverso l'elaborato artistico. Questo
fa con i suoi acquerelli l'artista mantovana Antonella
Bertoni. I suoi soggetti sono i paesaggi di campagna
della pianura padana con le cascine, i pioppi, i fossati
e le vie sterrate. Le rive del fiume Po e i laghi
di Mantova formati dal Mincio, emissario del lago di Garda. Le atmosfere della pianura trapelano da ogni
pennellata leggera e luminosa dell'artista che sembra
cogliere, con la trasparenza del colore diluito con
l'acqua, anche la bruma mattutina. Il tutto con un
disegno ben risolto nelle proporzioni e nella prospettiva,
tipico di una mano esperta e decisa, ma che
sa dispensare poesia in ogni tratto. E non mancano
nemmeno la brillantezza del colore, sebbene delicata
e timida, e il calore della luce che colpisce i soggetti
rendendoli tridimensionali e carichi di energia.
Quella stessa energia che si riversa attraverso l'arte
sui suoi dipinti con tutta la passione per la natura e
la vita! L'artista nata a Mantova e residente a San
Giorgio si è diplomata nel 1981 all'Istituto Statale
d'Arte della città virgiliana, nella sezione Architettura
e Arredamento. Cimentandosi con varie tecniche
pittoriche partendo dal gessetto, la tempera e l'olio,
approda all'acquerello in cui trova la delicatezza, la
trasparenza, la luminosità e la sensibilità a lei più
congeniali. In armonia con la propria espressione
pittorica ed emozionale. Il suo è un segno pulito, una
trama delicata sempre alla base dell'opera che viene
valorizzata, ora da morbidi trapassi coloristici, ora
da bagliori luminosi. Ma mai da tinte forti e violente,
perché Antonella Bertoni non vuole stupire o essere
invadente imponendosi con il colore. Vuole arrivare
pian piano a toccare le corde più profonde e sensibili
del nostro essere, mostrandoci che anche con la delicatezza
dell'immagine si arriva a colpire, restando
ancora più a lungo nell'anima dell'osservatore. In
questi ultimi anni ha esposto in mostre collettive e
personali portando alla visione del pubblico più svariato
da nord a centro Italia le vedute e le bellezze
della propria terra. Tra le esposizioni più importanti
la Personale presso la libreria Feltrinelli di Mantova
nel 2014. "Xmas art in Modena" alla villa del Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine a dicembre
dello stesso anno. La partecipazione alla rassegna
nazionale d'arte Expo 2015 presso la Casa Museo
Sartori a Castel d'Ario di Mantova. "Paesaggi. Ambienti
e scenari" alla galleria Art-Expertise di Firenze
dall'11 al 21 maggio. Sempre a Firenze "Tendenze
contemporanee" mostra collettiva alla Merlino
Bottega d'Arte dal 24 maggio al 4 giugno 2015. E
ultima non per importanza ma per ordine di tempo:
"Significato e significante" mostra inaugurata il 26
luglio alla Elle galleria di Preganziol di Treviso, rimasta
in visione per tutto il mese di agosto fino al 4
settembre scorso. Di lei scrive il critico d'arte Siro
Perin: "Le opere di Antonella Bertoni sono frutto di
una ricerca temporale a ritroso in una dimensione
fortemente emozionale, componente fondamentale
per l'artista dell'arte e della vita".

Francesca Veneri: l’arte e lo Studio FuoribOlla.

lupoPer tutti gli esperti del settore l’artista veronese Francesca Veneri è da tenere d’occhio! Diplomata all’Istituto Artistico della moda e del costume “Marangoni” di Milano. Perfezionata alla scuola di decorazione Accademia del Superfluo di Roma e all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona. Insieme al collega Andrea Sambugaro conduce lo studio d’arte FuoribOlla a Verona.

Come si definisce nel mondo dell'arte Francesca Veneri?

“Mi ritengo figurativa con una pittura gestuale, immediata, carica di significati ricavati da una ricerca personale introspettiva”.

La sua passione c’entra in qualche maniera con la sua famiglia?

“Si. Provengo da una famiglia molto attenta all’arte. Mia sorella è musicista. Mia madre è nel settore dell’antiquario e ha incoraggiato e sostenuto da sempre le mie inclinazioni. Sin da piccola mi portava a visitare mostre e musei. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente attento alle diverse forme espressive che ha permesso alle mie passioni di emergere e palesarsi con maggior forza”.

Ci descrive il suo lavoro in poche parole?

“È un lavoro che parte dall’idea. Dal concetto che voglio esprimere o da un evento che può avermi colpito e che attraverso la pittura cerco di decodificare, prima a me stessa, poi a chi osserva le mie opere. Il soggetto della mia ricerca è la figura umana. L’uomo, le sue inquietudini, i sentimenti e il suo universo emotivo sono per me l’essenza della vita. Mi affascina studiarne i vari aspetti. Non è un lavoro che indugia sulla bellezza delle forme, ma una ricerca dell’espressione e dell’emotività che catturo con una pennellata a volte ruvida, a volte delicata ma sempre veloce e fortemente caratterizzante. C’è chi mi definisce espressionista. Credo sia vero!”

Quali artisti hanno influenzato il suo stile?

“Sono fortemente attratta dalla pittura di Lucian Freud, Francis Bacon, Jenny Saville, Elizabeth Peyton, Henri Matisse, Edouard Manet e Caravaggio. Tutti artisti che rappresentano la forza, la fragilità e il fascino estremo dell’essere umano”.

Cosa è per lei l'originalità?

“Credo che coincida molto con la sincerità. Un lavoro originale è quello che parla di te apertamente e riesce a toccare le corde di che osserva. Un lavoro che coincide con la ricerca, non mirato alla vendita. Originale è un’opera che parla e sa ascoltare”.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro per quanto riguarda il suo lavoro?

“Sintesi e consapevolezza pittorica. "Più togli più aggiungi" diceva un mio maestro. In pittura come nella vita l’esperienza dovrebbe portare a semplificare i linguaggi. Comunicare con poco ma con grande efficacia”.

Ci parla dello studio d’arte FuoribOlla?

“E' uno studio nato tre anni fa nel quartiere storico di San Zeno a Verona, in via Berto Barbarani 18. Io e il mio collega Andrea Sambugaro ci ritroviamo a dipingere con altri artisti e a condividere momenti di scambio d'esperienze. Si organizzano corsi di disegno di nudo con la modella e di pittura per tutte le età. Seguiamo ogni allievo nelle proprie aspirazioni personali fornendogli le basi solide delle diverse tecniche artistiche. Per i bambini invece creatività in libertà a sostegno dell'entusiasmo che loro soli possiedono”.

Per informazioni tel: 3483395220.

BARBARA GHISI ESPONE IN DOGANA VENETA

D77Fondali marini e onde dipinte nella cornice del Garda, in Piazza Partenio n°13 a Lazise di Verona.
L'artista mantovana Barbara Ghisi originaria di Poggio Rusco esporrà le sue nuove opere in occasione della Pasqua, dal 2 al 12 Aprile, presso la Dogana Veneta "main sponsor" dell'evento, nella piazzetta centrale dell'incantevole cittadina di Lazise, sul Lago di Garda (Verona). Saranno in visione i nuovi dipinti a tema naturalistico dell'artista, ad olio e tecniche miste su tela e tavola. Tra i vari temi anche i fondali marini. Raffigurazione di mondi sommersi e sconosciuti che rappresentano i luoghi dell'anima. All'uso delle resine catalizzate che si fondono con il colore ad olio, si aggiungono polveri di resine fluorescenti che contribuiscono alla visione notturna di alcune opere, facendole affiorare dal buio. L'acqua ha un ruolo fondamentale nelle opere di Barbara Ghisi. Simbolo di protezione, conservazione e vita. L'acqua corrente purificatrice è sinonimo di forza e trasparenza. Onde marine che esprimono tutto il timore ed il fascino di una vastità senza confini. Onde che sembrano scandire un ritmo oscuro balzando verso l'alto come a sfidare il vento. Se il mondo al confine del reale che l'individuo contiene è infinito, ne consegue la scelta di esprimersi attraverso grandi formati e pigmenti brillanti, carichi di energia. Le tele presentate saranno di varie dimensioni dalle più piccole di cm 30x30 alle più grandi di cm 100x200. L'artista espone dal 1991 in numerose mostre e fiere d'arte sia in Italia che all'estero. Tra le principali: nel 2010 ad AAM presso il Palazzo de Il Sole 24Ore a Milano. Nel 2011 a Weingarthen in Germania. Nel 2012 ad ArteCremona e ad Artisti in mostra a Parma con premiazione di Philippe Daverio. Ha esposto presso prestigiose Gallerie d'arte, come l'Arianna Sartori di Mantova e la Galleria Noa di Milano. Grazie al progetto Artistar due sue opere sono state pubblicate sul Catalogo Design For 2013, edito dalla Lupetti Editore. L'inaugurazione della mostra sarà sabato 4 dalle ore 17.00 alla presenza dell'artista. L'aperitivo e il buffet saranno direttamente in riva al lago nel celebre edificio di epoca veneziana, chiamato Dogana Veneta, posto nel centro storico di Lazise a ridosso dell'antico porticciolo, in Piazza Partenio n°13. In epoca storica rappresentava il luogo di confine tra la Lombardia e la Repubblica di Venezia. All'inizio del XVII secolo l'edificio ospitava la dogana della Repubblica di Venezia, col compito di controllare e far pagare il dazio per le merci che entravano ed uscivano nei territori governati dalla Serenissima dalle vicine terre di Lombardia. Prima di accedere nel porto, le barche dovevano passare sotto i grandi archi della facciata e attraversare il possente edificio prima di poter accedere al porto da un'apertura laterale. Tutto cessò con la caduta della repubblica. Nel 2006 la Dogana Veneta è stata oggetto di restauro tornando agli originari splendori e l'edificio è stato destinato ad ospitare mostre d'arte, meeting, congressi, cene di gala, concerti, sfilate di moda, convention, nonchè prestigiosi eventi culturali e mondani. La struttura miscela pregevolmente il gusto di una suggestiva cornice monumentale con le più moderne tecnologie di un polivalente centro congressuale. E' considerato uno dei più eleganti ed esclusivi luoghi di eventi della provincia di Verona. Per informazioni sugli orari e i giorni della mostra contattare direttamente l'artista al numero telefonico 328 8662152.

LAST MINUTE

Natura e Ambiente