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IL CIELO IN UNA STANZA

Chi non ha mai visto la Camera degli Sposi alzi la mano! Eppure ogni volta che si entra si scoprono nuovi particolari. Si tratta del capolavoro di Andrea Mantegna che, in un torrione del Castello di San Giorgio, dipinge i Gonzaga e i loro cortigiani tra cani e cavalli e una finestra circolare sulla volta da cui si affaccia un cielo con bianche nuvole leggere.
Eccovi allora una selezione di particolari e di diversi punti di vista per guardare la Camera degli Sposi come se fosse la prima volta.
Il putto con la mela in mano – al centro della volta della Camera c’è il famoso occhio con una balaustra da cui si affacciano oltre a vari personaggi anche dei putti che giocano in bilico sul cornicione. Ce n’è uno in particolare che regge una mela nella mano e da quasi 542 anni si guarda bene dal farla cadere. In questa camera non c’è passato e non c’è futuro ma solo l’eterno presente della famiglia Gonzaga.
Una curiosità: un’altra mela (o forse un altro frutto) si trova nelle mani di Paola Gonzaga che la offre alla madre nella scena sul camino....

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LE BINE, UN GIOIELLO NATURALISTICO

Al confine tra le province di Mantova e Cremona,
un sistema di lanche, estroflessione del fiume
Oglio, costituisce un piccolo gioiello naturalistico,
meta oggi di un consistente numero di amanti
della natura.
La riserva Le Bine si sviluppa attorno ad un vasto
meandro del fiume Oglio ancora collegato ad
esso, ma ha anche apporti d'acqua sorgentiferi.
In effetti l'origine della palude non è naturale,
ma è conseguenza di una rettificazione artificiale
dell'Oglio, avvenuta nel XVIII secolo per favorire
la navigazione. Il meandro abbandonato si è
gradualmente impaludato, favorendo la colonizzazione
di innumerevoli specie vegetali e animali
tipiche delle zone palustri.
Nell'area vi sono interventi di rinaturalizzazione
(sostituzione di aree coltivate con boschi e stagni),
mentre nelle zone agricole la pioppicoltura,
prevalente fino al 2002, è stata sostituita successivamente
da impianti misti con latifoglie autoctone
in parte destinate al taglio (a rotazione)
in parte destinati a diventare bosco.
L'oasi è privata, anche la palude, e si è giunti alla
costituzione della riserva grazie ad una politica
mirata alla conservazione dell'ambiente.
La popolazione locale si preoccupò affinché
l'area venisse mantenuta e preservata da eventuali
bonifiche. L'appello fu accolto dal WWF e il
10 maggio 1973 l'area venne dichiarata "oasi
faunistica". Attualmente nell'area gravitano tre
soggetti: la proprietà, il WWF con politiche di
conservazione, studio e attività didattica, ed
un'azienda agricola che promuove un'attività
agrituristica ed un'agricoltura biocompatibile.
Tutto ciò ne fa dell'oasi la più sviluppata tra le riserve
della Provincia di Cremona e Mantova per
quanto riguarda la fruizione sostenibile.
Le Bine è stata una delle prime Oasi del WWF...
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