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SATURNO BUTTÒ TRA SACRO E PROFANO

SATURNO BUTTò ph-by-evandro-inettiL'imaginem contemporary delle opere di Saturno Buttò dal 12 settembre al Polirone di San Benedetto Po
Si definisce un pittore che fa ritratti! Saturno Buttò classe 1957 è originario di Portogruaro in provincia di Venezia. L'impostazione classica acquisita da ottimi insegnanti al Liceo Artistico, gli ha fatto prediligere la figura umana rispetto a qualsiasi altro soggetto. Dopo il decennio di studi artistici, liceali e accademici ha trascorso letteralmente altri dieci anni nel suo studio-atelier a perfezionare la tecnica sulla pittura ad olio. Solo dopo ha realizzato che poteva mostrare il suo lavoro ad un pubblico più ampio.
Ci parla della sua ricerca pittorica?
"La tecnica è stata ed è tuttora una parte importante della mia ricerca artistica. Naturalmente mi è sempre piaciuto lavorare (disegno e pittura) manualmente. E' un esercizio che mi da piacere. E lo ammetto, esiste anche una sorta di compiacimento nello scoprire che, via via che gli anni passano, la qualità del lavoro cresce. Tuttavia non ritengo sia questo aspetto la componente principale che governa il mio lavoro. Tutt'altro! Già a cominciare dal primo anno di Accademia Di Belle Arti nel 1976, ho letteralmente, rinunciato alla pittura per dedicarmi ad una ricerca che coinvolgesse nuovi media. La fotografia soprattutto! La scoperta di quelle che allora erano le nuove avanguardie artistiche (Body Art, Land Art, Conceptual Art) mi ha affascinato molto, determinando un'inversione di valori. Se prima veniva la tecnica e poi il soggetto, dopo la priorità veniva data all'idea, e bastava quella. Espressa attraverso una testimonianza che veniva fissata da scatti fotografici, video oppure semplici installazioni. Durante il periodo dell'Accademia era facile, avevamo il nostro spazio personale all'interno dei laboratori dove potevamo esporre ogni sorta di opera. Il denominatore comune, sia che disegnassi la modella o che fotografassi una performance di body art, rimaneva sempre la figura umana, con tutte le sue implicazioni, fisiche e spirituali. Ho realizzato quindi che potevo lavorare mettendo insieme le due esperienze, creandomi uno stile personale. Utilizzare l'unicità della pittura ad olio per rappresentare una determinata idea che privilegiasse una ricerca sull'individuo, contemplando eccessi, contraddizioni e tutto ciò che caratterizza l'umana natura".
Quali artisti del passato e del presente apprezza maggiormente e perché?
"Io ho guardato con estremo interesse tutta la storia dell'arte, ma non mi sono mai fissato su determinati autori. Questo per non rischiare condizionamenti tecnici. Malgrado ciò non posso pretendere di essere particolarmente originale e gli accostamenti con artisti del passato, da parte di critici e pubblico, è continuo. Per quanto riguarda il panorama artistico-pittorico attuale, è raro che mi piaccia qualcuno. Ci sono naturalmente pittori che ammiro come Nicola Verlato, Nicola Samorì o Agostino Arrivabene. Ma la maggior parte degli artisti legati alla figurazione ha un approccio che non mi coinvolge, fermo restando che ho il massimo rispetto per tutti".
Cosa pensa del mercato italiano e internazionale dell'arte contemporanea?
"Penso che sostanzialmente non sia mai cambiato nulla. La "Grande Arte" è determinata dalla "Grande Finanza". Tutto il resto è arte!
Se non avesse intrapreso la carriera dell'artista di cos'altro si sarebbe occupato?
"Di alta finanza!".
Info www.saturnobutto.com

GIGI D’ALESSIO IN TOUR

Il 17 marzo appuntamento con "Noi due tour – a gentile richiesta". Il concerto, oltre ai successi, prevede una grande interazione con il pubblico che potrà intervenire per richiedere le canzoni da eseguire.

Gigi dAlessio

NELL’ARTE DI NICOLA DANZI

L'artista veronese Nicola Danzi appassionato di auto, fin da bambino dipinge esclusivamente soggetti a tema motoristico. Dopo aver dipinto per anni principalmente ad acrilico a spatola, decide di affiancare a questa tecnica quella digitale e crea la collezione "Nico garage" che attualmente conta più di 200 mezzi di fantasia, gran parte surreali. Non sa dire esattamente a che età la sua attenzione si sia focalizzata sui motori, ma dai suoi vecchi quaderni automobili e camion erano presenti dai primi schizzi giovanili. La scelta del liceo artistico è stata inevitabile, vista la passione per l'arte tramandatagli anche dalla sua famiglia. L'attrazione per i motori lo ha portato a vedere gare ed esposizioni automobilistiche. A collezionare modellini e riviste del settore, destinando pure i suoi guadagni all'acquisto di automobili. L'unione delle due passioni è stata automatica.
Ci parla del suo percorso artistico dalla pittura all'arte digitale?
"Sono passato dalla mia abituale pittura a spatola, o meglio carte di credito di plastica spezzate, a dipingere con mezzi digitali circa 11 anni fa, quando ho cominciato ad ideare mezzi di mia fantasia anzichè riprodurre pittoricamente auto reali. Ho cominciato a realizzarli a pennello in quando il mio progetto richiedeva un maggiore realismo grafico. Non conciliava però con il mio stile tendenzialmente espressionista, perciò ho deciso, visto il mio passato di grafico pubblicitario di usare il digitale. Ho creato così un garage virtuale ma assolutamente verosimile di mezzi di mia fantasia derivati dalle auto iconiche del motorismo italiano, europeo e mondiale".
Come nasce un suo elaborato?
"Tutto parte da un'idea, un'intuizione che generalmente mi sovviene in momenti di particolare rilassamento. Segue subito uno schizzo sul block notes che tengo sempre con me per fermare l'attimo prima che l'idea svanisca. In studio poi lo rielaboro in grande, normalmente a matita su foglio A4 e poi lo digitalizzo sul computer. La fase finale della realizzazione a computer è quella che richiede più tempo e pazienza ma anche quella in cui mi immergo maggiormente usando la fantasia. Non è raro che inizi a realizzare un nuovo progetto dopo cena, e mi ritrovi a lavorarci ancora alle 5 di mattina senza accorgermi del tempo trascorso".
Quali artisti l'hanno ispirata nell'ambiente?
"Per la pittura tradizionale ad acrilico mi ispiro a John Ketchell, un motoring artist inglese rinomato nel Regno Unito. Per le creazioni digitali guardo un po' al mondo del fumetto, rendendolo graficamente più realistico".
Ha collaborazioni con aziende o riviste del settore automobilistico o pubblicitario?
"Ho avuto varie collaborazioni con una multinazionale di freni per auto. Sono stato pubblicato sulle principali riviste di auto e camper, e a breve uscirà un articolo su una fanzine di fumetti. Da due anni sto realizzando il mio sogno con una carrozzeria di Viterbo: la costruzione di un mio progetto. Una FIAT 500 storica con motore Bugatti EB 110. Al momento sono pronti: telaio, sospensioni e motore. Attualmente le mie opere sono in mostra a Taiwan in Cina e a breve farò ristampare una versione aggiornata ed estesa dei miei due libri illustrati Le mie 500 e Sogni a 4 ruote". Per informazioni www.nicopaintings.com

NICOLA DANZI consegna quadro a Fabio Lamborghini x museo Lambo

AL PONCHIELLI, MACBETH ALLO SPECCHIO NELLA LEZIONE DI GELMETTI

 

A Cremona, quando credevamo di aver già applaudito il meglio della stagione, la bacchetta visionaria di Gianluigi Gelmetti, alla testa dell'orchestra I Pomeriggi Musicali, incontrava l'ombra tragica di Macbeth. E con mano sapiente scatenava dal fondo di quelle pagine le furie di un autentico turbine di passioni. La solitudine dell'uomo di potere, l'ambizione appesa all'arcana parola di una profezia per la quale si vive e si uccide, si ama e si tradisce. Nella spoglia quanto efficace regia di Elena Barbalich che si avvaleva dei magnifici costumi di Tommaso Lagattolla, la notte nella brughiera scozzese era un velo oscuro da cui occhieggiavano lampi di luce di uno specchio infranto. Lampi di coscienza, a ricordare che a se stessi non si sfugge. Angelo Veccia ha accompagnato il pubblico nelle stanze più intime del suo personaggio: e lo ha fatto con l'autorità dei grandi. Accanto, non meno svettante, spiccava la Lady Macbeth di Silvia dalla Benetta, leziosa ed aspra come conviene, insinuatrice, davvero spiritata nella scena della pazzia. Ottimo anche il Banco di Alexey Birkus; come sempre efficace il coro, istruito da Diego Maccagnola.carmen-evi-770x370

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