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Italia beer festival- torna la 12° edizione dal 24 al 26 marzo


A Milano i migliori birrifici artigianali con oltre 300 birre in degustazione
Il weekend che va dal 24 al 26 marzo per gli appassionati del mondo brassicolo sarà imperdibile: torna l'appuntamento annuale con Italia Beer Festival, la tredicesima edizione che vede in scena i migliori birrifici artigianali d'Italia. Tre giorni dedicati alla degustazione delle birre artigianali, ai laboratori didattici, agli assaggi e ai concerti, in un turbinio di eventi che farà tremare i locali degli East Stand Studios, oltre ai numerosi abbinamenti gastronomici per un pranzo o una cena che si accompagna alle birre in degustazione: panino al cavallo, pizza gourmet, fritto ascolano e tante altre golosità.
Ricco il parterre degli ospiti, con oltre 300 birre in degustazione e una trentina di birrifici artigianali presenti, selezionati secondo la qualità e tecnica di lavorazione del prodotto: vengono da tutta Italia per portare a Milano il meglio della birra della Penisola. Il pubblico potrà partecipare gratuitamente ai laboratori per imparare il metodo di degustazione della birra e far proprie le conoscenze su questo mondo affascinante quanto inesplorato. Il laboratorio più ambito e peculiare sarà dedicato alle birre senza glutine in collaborazione con il birrificio Etnia: si imparerà a degustarle e capire i metodi di lavorazione per ottenerle.

All'appello di Papa Francesco risponde la Bcc con il giornale on line la Voce della buona notizia

All'invito del Pontefice di «narrazioni contrassegnate dalla logica della buona notizia», la risposta della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: «La Voce è il nostro giornale delle buone notizie; il nostro modo di dire grazie a chi si impegna per gli altri», osserva il presidente Scazzosi

«Noi siamo una banca differente e abbiamo deciso di fare comunicazione in modo differente». Così Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, spiega l'idea che sta alla base del portale della Voce della buona notizia www.bcc-lavoce.it. Un progetto che risponde al recente appello lanciato da Papa Francesco per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali perché, come ricorda Scazzosi, «al richiamo del Santo Padre a "guardare il mondo attraverso gli occhiali della buona notizia", la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha voluto dare spazio alla parte sana dell'Italia, a chi è fautore di cose belle».
Con www.bcc-lavoce.it, spiega il presidente della Bcc, «abbiamo voluto dare voce a quelle persone che sono il motore del nostro Bel Paese, a chi lavora, a chi mette a disposizione il proprio tempo per gli altri, a chi si impegna in iniziative benefiche; ma anche alle istituzioni e ai Comuni che creano servizi per il sociale, e alle scuole che predispongono percorsi per sostenere i più deboli. Sono iniziative che spesso rimangono all'ombra delle più clamorose news di cronaca nera, dei dati, seppur preoccupanti, sulla disoccupazione, di tutto quello che in Italia non funziona -prosegue il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Anche se lamentarsi è diventato uno sport nazionale, sono tante, tantissime le persone che senza dire nulla e senza sbandierare quello che fanno si dedicano agli altri, si impegnano per salvare un'opera d'arte, per ripulire i nostri boschi, per sostenere la ricerca medica o, semplicemente, per aiutare chi ha bisogno. Non si aspettano nulla in cambio, forse neppure un grazie. Si impegnano perché pensano che sia giusto farlo, al di là della politica, della religione, della nazionalità e delle ideologie. La Voce, il nostro quotidiano online, parla di loro, di tutto quello che in Italia funziona. È il nostro modo di dire "grazie", ma anche di fare conoscere quello che fanno, perché il loro impegno diventi virale, si diffonda, venga copiato, imitato, replicato».
La Voce della buona notizia è stata messa online l'11 aprile 2016, a seguito della scelta di trasformare il periodico La Voce da cartaceo in sfogliabile digitale. Da allora è passato quasi un anno e persino Google ha premiato il progetto includendolo nelle sue news. I numeri generati sono buoni in sé e importanti per l'amplificazione garantita anche dai social network: le "impression" del periodo superano quota 2,5 milioni, il 50% delle quali si stima sia riferibile ad un pubblico locale. Risultati positivi non solo in termini di lettori (19.309 utenti unici in 10 mesi, con il 20% di loro che è diventato un lettore affezionato del portale online), ma anche di reputazione corporate e visibilità. Il portale è diviso in notizie "local", cioè riguardanti l'Altomilanese e il Varesotto territori dove opera la Bcc di Busto Garolfo e Bugguggiate, e "global", che arrivano dall'Italia e dal mondo.

Cinque nuovi ristoranti per la 35esima Assemblea Annuale Le Soste

Le Soste quest'anno è arrivata a quota ottantacinque, rappresentando i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e nel Mondo. L'idea originaria prese forma nel 1982 durante una cena tra ristoratori amici: alcuni tra i maggiori chef italiani stabilirono di incontrarsi periodicamente per condividere spunti e progetti sull'enogastronomia italiana d'eccellenza e rendere noti ai propri clienti i ristoranti che perseguivano quotidianamente gli ideali di cultura gastronomica, convivialità, accoglienza, cortesia e raffinatezza. Il modello di riferimento furono dal principio le grandi Associazioni francesi come Traditions et Qualité e Relais Gourmands. Da allora tanti anni sono passati, ma lo spirito di amicizia tra i diversi Soci, nonché il percorso comune teso all'alta qualità, animano ancora oggi i membri Le Soste.

Durante la manifestazione di Identità Golose si è tenuta la 35esima Assemblea Annuale dove si sono discusse le attività dell'anno passato, è stata presentata la guida cartacea 2017 che vede protagonisti gli chef, con dei ritratti espressivi che occupano un'intera pagina della guida, in accordo con le tendenze imperanti nel mondo della tv e dei social network. Altra novità dell'anno 2017 è l'applicazione, scaricabile gratuitamente su ogni device mobile, dove oltre alle informazioni sui ristoranti soci e alle news relative agli eventi dell'associazione, saranno inseriti dei materiali dai soci stessi.

I NUOVI SOCI 2017
Entrano in guida il ristorante Christian&Manuel all'interno dell'hotel Cinzia di Vercelli, capitanato dai fratelli Costardi; Vun all'interno dell'hotel Park Hyatt di Milano, grazie alla mano dello chef Andrea Aprea; Inkiostro a Parma, con l'energia dello chef Terry Giacomello; La Bandiera di Civitella Casanova (PE) per la cucina dello chef Marcello Spadone; Krèsios di Telese Terme (BN) diretto dal giovane Giuseppe Iannotti.
Ogni chef ha presentato un proprio piatto, che identifica la sua idea e di cucina italiana moderna alla cena di gala che si è tenuta nella prestigiosa e storica location di Palazzo Serbelloni, nel cuore di Milano.

IL MENU DEI NUOVI SOCI
• Primo antipasto curato da Giuseppe Iannotti di Krèsios con: brodo di katsuobushi di vitello, scampo di Sicilia Don Gambero e radicchio abbinato a Ferrari Perlé Bianco Riserva 2006, Trentodoc - Ferrari Fratelli Lunelli
• Secondo antipasto curato da Marcello Spadone de La Bandiera: "Pizz e Foije" abbinato a Champagne Pommery Brut Apanage - Vranken Pommery
• Primo piatto di Christian e Manuel Costardi del Christian & Manuel: Carnaroli con crema di Grana Padano "Riserva" Taglio Sartoriale, riduzione di birra e polvere di kafa in abbinamento con "Ronco delle Cime" Friulano Doc Collio 2015 - Venica&Venica
• Secondo piatto di Andrea Aprea del ristorante Vun: Coppa di maiale nero, tarassaco, provola affumicata, miele e peperoncino in abbinamento con La Poja IGT Veronese 2011 - Allegrini
• Dessert di Terry Giacomello di Inkiostro: Corteccia di nocciole in abbinamento con I Capitelli 2015 - Anselmi
I PREMI
Un anno ricco di premi e nuove prime edizioni:
Il premio Le Soste Ospitalità di Sala di Cantine Ferrari, prima edizione, è stato assegnato a Giuseppe Palmieri, maître di Osteria Francescana: da autodidatta del vino a capitano di una sala tra le più importanti del mondo, il suo motto è, non a caso, "basso profilo e altissime prestazioni".
Il premio Le Soste alla Carriera di Allegrini, seconda edizione, è stato consegnato a Aimo e Nadia Moroni: per aver contribuito a fare grande una nascente Milano gastronomica e per l'assoluta fedeltà ai saperi e ai sapori italiani.
Il premio ASPI Best Wine Estates of Italy, prima edizione, è stato consegnato a Tenuta Biodinamica Mara: Per aver arricchito la nobiltà e la storia del vino italiano per la produzione di vini biodinamici "unici", espressione del territorio romagnolo ma anche del genio e della creatività del viticoltore.
Il premio Franco Ziliani- Le Soste all'Innovazione di Berlucchi, seconda edizione, è stato assegnato a Enrico Crippa: per l'entusiasmante ascesa e per la creatività gustativa che non prevarica mai la continua ricerca verso la perfezione, prendendo il meglio delle Langhe e reinterpretandolo.
Il premio Le Soste Blog dell'anno di Grana Padano, prima edizione, è stato assegnato a Gnam Box: per la passione con cui sa trasformare il cibo in un momento di vera condivisione. Non solo ricette: Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari amano scoprirse piatti tipici, street food, nuovi trend e nuovi luoghi. Col loro stile inconfondibile e il motto "In food we trust" sanno resistere in modo contemporaneo e autentico, la gioia di essere una famiglia anche in chiave "millennials".
Il premio Experience Pommery alla miglior selezione di Champagne, prima edizione, è stato assegnato a La Pergola: una selezione di Champagne unica per un luogo palcoscenico di creatività e ricerca. Quando la grande cucina diventa un'esperienza artistica di vita.
Il premio Eccellenza Artigiana di De Cecco, terza edizione, all'artigianato italiano di qualità, un patrimonio inestimabile per il Paese, un capitale che racchiude in sé il saper fare, la cultura e la tecnica che ci rendono unici e riconoscibili nel mondo, è stato assegnato a Landucci: per l'entusiasmo e l'energia sempre costanti nel suo percorso di crescita, dagli esordi artigiani alle rivoluzioni tecnologiche di oggi, in grado di produrre un prodotto di eccellenza da portare sulle tavole italiane senza mai rompere i legami con la tradizione.

IL FUTURO
Sono numerosissime le nuove attività previste per il 2017, tra le più significative si replicherà il Convegno Le Soste con il focus sull'alimentazione; è confermata la partnership con la manifestazione Sapori Ticino; si sta cercando un modo per sventare il problema del No Show; la nuova guida Le Soste verrà presentata da Eataly Smeraldo a Milano; è in cantiere una collaborazione con il progetto Fico di Oscar Farinetti; continuerà l'attività di scouting di nuovi talenti e l'assegnazione di borse di studio per un percorso professionale di alto livello ai meritevoli.

Una selezione di foto della giornata (copright Paolo Picciotto) si possono scaricare qui

LA FILOSOFIA
Secondo il prof. Cipolla un grande ristorante è il risultato dell'azione sinergica di quattro funzioni accomunate dalla necessità di uno standard di offerta elevato: il cibo, le bevande, l'ambiente e la relazionalità.
Per le loro preparazioni, i Soci Le Soste selezionano accuratamente materie prime pregiatissime, radicate nel territorio, e le impiegano per realizzare proposte in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.
La proposta enologica raccoglie il meglio delle etichette locali, italiane ed estere.
Gli ambienti dei diversi ristoranti si caratterizzano – pur nella diversità tra stile più tradizionale e moderno – per note di raffinatezza, eleganza, accoglienza estreme.
Durante tutta la sosta, la relazione con l'ospite è basata su princìpi di natura empatica, egualitaria e tollerante, con l'obiettivo di farlo sentire coccolato come a casa propria.

IL LOGO
Il logo dell'Associazione è stato ideato da Emilio Tadini, raffinato artista milanese, e rappresenta una freccia stilizzata, che richiama nella sua essenzialità l'insegna delle antiche stazioni di posta.

LA GUIDA
L'anima più autentica dell'Associazione Le Soste è rappresentata dalla Guida: un volume di lusso, impreziosito da una veste grafica e tipografica elegante e raffinata, curata da Mediavalue srl di Milano.
La distribuzione tradizionale della Guida avviene a titolo di omaggio presso gli ospiti dei ristoranti Soci, con una diffusione mirata presso le principali manifestazioni enogastronomiche italiane.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO 2017

Gualtiero Marchesi – Presidente onorario
Ezio Santin – Presidente onorario
Claudio Sadler –Sadler–Presidente
Antonio Santini –Dal Pescatore –Vice-presidente
Massimo Bottura – Osteria Francescana– Vice-presidente
Angelo Valazza – Al Sorriso –Consigliere
Francesco Cerea – Da Vittorio–Consigliere
Gennaro Esposito – Torre del Saracino- Consigliere
Moreno Cedroni – Madonnina del Pescatore– Consigliere
Martin Dalsass – Talvo By Dalsass– Consigliere

GLI SPONSOR
La realizzazione della Guida 2017 e la cena di gala sono stati realizzati grazie al prezioso contributo di Allegrini; ARC France; Azienda Agricola Roberto Anselmi; Bertarello Azienda Agricola di Beatrice Peruzzi; Cantine Ferrari; Casa Rona A.S.; Eberhard Italia S.p.A.; F.lli De Cecco di Filippo Fara S. Martino S.p.A.; Fonte Plose S.p.A.; Giblor's; Girardi Spumanti; Consorzio per la Tutela del Grana Padano; Guido Berlucchi & C. S.p.A.; Heineken Italia S.p.A.; Illycaffè S.p.A.; La Mondina; Luigi Lavazza S.p.A.; Longino&Cardenal; Marco Felluga s.r.l.; Metro Italia Cash and Carry S.p.A.; Molino Dallagiovanna GVR s.r.l.; Nonino Distillatori s.r.l.; Royale Porcellane; Rucoline S.p.A.; Surgital S.p.A.; Surgiva; Società Agricola Tenuta Mara; Venica&Venica
Volvo Car Italia S.p.A.; Vranken Pommery Italia S.p.A.

Vino nella grande distribuzione: aumentano gli acquisti di vini doc e spumanti

Le anticipazioni della ricerca IRI per Vinitaly (9/12 aprile) – Tra i vini a maggior tasso di crescita: Ribolla Gialla, Passerina, Valpolicella Ripasso, Chianti Docg

Verona, 9 marzo 2017 – Crescita significativa delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d'origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75cl. Queste le anticipazioni della ricerca sull'andamento del mercato del vino nella Grande distribuzione nel 2016 svolta dall'istituto di ricerca IRI che sarà presentata a Vinitaly (a Verona 9/12 aprile).

Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro. In un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, il mercato italiano del vino gode di una relativamente buona salute, come testimoniato anche dalle vendite nei supermercati. I vini a denominazione d'origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozioni rimangono statiche ed i prezzi medi sono in risalita.

Va sottolineato il successo degli Spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l'ottimo risultato del 2015.

«La crescita degli spumanti riflette una destagionalizzazione delle vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano – fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – Tale aspetto ci permette di dedurre che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano».

I vini biologici fanno registrare una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti.

"I primi dati sul mercato del vino nella Grande Distribuzione confermano la ripresa del mercato interno del vino in Italia, – ha commentato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – I consumatori cercano sugli scaffali sempre più il vino di qualità, con un conseguente aumento dei prezzi medi. E' un processo che è sempre stato sostenuto da Vinitaly che da 13 anni organizza e promuove l'incontro tra cantine e Grande distribuzione in convegni e incontri B2B".

Nonostante la leva delle promozioni, che tuttavia si mantiene ferma al 50% da due anni, i valori del vino venduto continuano a salire: le bottiglie a denominazione di 75cl hanno un prezzo medio di poco inferiore ai 5 euro (4,81 euro al litro). Ancora un anno negativo per le vendite del vino in Brik (- 2,5%) ed un crollo per tutti gli altri formati: - 8,6% per il vino confezionato da 0,76 a 2 litri e – 9,7% per formati diversi da questi (tutti dati in volume). Questi dati condizionano il dato complessivo del vino confezionato, che è di -1% a volume e + 1,1% a valore. Tra i formati differenti dalla bottiglia di 75cl si afferma soltanto il Bag in Box con 12 milioni di litri venduti ed una crescita dell'11,7% in volume.

Sul podio dei vini più venduti d'Italia si piazzano i tre inattaccabili campioni, nell'ordine: Lambrusco, Chianti, Montepulciano d'Abruzzo. Si fanno notare le performance del Nero d'Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Muller Thurgau e Gutturnio (Lombardia) (che crescono in percentuale più del 4%).

Tra i vini "emergenti", cioè con una maggiore progressione di vendita a volume salgono sul podio, nell'ordine: Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Passerina (Marche), Valpolicella Ripasso (Veneto). Si conferma la crescita del Pignoletto (Emilia), del Pecorino (Marche/Abbruzzo) e della Passerina (Marche), mentre rientrano in classifica il Grillo (Sicilia) e il Cannonau (Sardegna). Va segnalata la crescita dell'8,2% in volume del Chianti Docg, quindi il top delle denominazioni, che vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro.

Giardinity Primavera I Bulbi di Evelina – Tulipani: nuovo design impressionista olandese

Sessantamila tulipani messi a dimora saranno visibili al pubblico in un'autentica esplosione di tonalità che coinvolgeranno i cinque sensi. Il giardino informale di Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana, in provincia di Padova e a pochi chilometri di distanza da Rovigo, a partire 24 marzo fino al 25 aprile (la manifestazione potrà essere prorogata per cause climatiche) si trasformerà dopo il lungo inverno in un acquerello di colori mescolati tra loro con grazia e garbo seguendo lo schema impressionista del design paesaggistico olandese di tendenza. Infatti, la primavera 2017 sarà del tutto speciale: tra fine marzo e fine aprile fioriranno, piano piano, oltre 60.000 tulipani in un vasto prato circondato dagli alberi del parco antico, rinnovato e abbellito sul finire dell'Ottocento dalla proprietaria della villa, Evelina Van Millingen Pisani. Così riaffiorerà il ricordo di questa donna speciale, che amava i fiori e in particolare i tulipani, forse anche perché originari della Turchia dove lei era nata e trasformati in fiori da giardino in Olanda, da dove proveniva la famiglia paterna.

Raccogliendo l'eredità di un amore appassionato per il giardino, per le sue malìe e le sue sollecitazioni sensoriali, l'attuale proprietaria Mariella Bolognesi Scalabrin ha chiesto alla paesaggista olandese Jacqueline van der Kloet d'integrare un mare di tulipani nel prato di quasi un ettaro e mezzo, che nello stesso periodo di fioritura dei bulbi primaverili si copre di fiorellini spontanei blu, gialli, bianchi, rosa. Così allo sbocciare della primavera la natura selvatica e quella mediata dall'arte orticola si daranno appuntamento in questo giardino, superando i tradizionali schemi stilistici. Non si vedranno il prato fiorito da una parte e fitte aiuole di tulipani dall'altra, ma una convivenza armoniosa dell'uno e delle altre, con un effetto tanto morbido, vaporoso e scenografico quanto partecipe dello stile che la natura adotta per associare le piante.

«Il segreto di questo nuovo stile paesaggistico che sta dilagando da New York a Tokyo - spiega Mariella Bolognesi Scalabrin - è che i bulbi sono interrati direttamente nel prato senza rivoltare e preparare la terra, agendo in modo apparentemente casuale ma con diverse densità di piantagione per concentrare e diluire gli effetti cromatici e i tempi di fioritura. Per il mio giardino la garden designer olandese ha individuato 60 varietà di tulipani con diverse epoche di fioritura, proponendole in quattro serie di colori in vaste campiture dai contornisinuosi».

Da fine marzo a fine aprile lo scenario sarà cangiante, infatti muterà di continuo con tessiture e colori diversi. I visitatori potranno letteralmente immergersi nella situazione, passeggiando sui sentieri inerbiti e rasati che attraversano tutto il prato e i suoi tesori fioriti. Per aggiungere magia all'incanto, a Villa Pisani Bolognesi Scalabrin ogni domenica, per le cinque settimane previste di fioritura dei tulipani, si svolgerà il Festival primaverile dei sensi.

«Vogliamo che ogni visitatore possa trasformare un momento di emozione per la bellezza dei fiori di primavera e del contesto storico artistico di Villa Pisani Bolognesi Scalabrin in una festa dei sensi, in una resurrezione personale. Una pulizia primaverile dell'anima, una rigenerazione del corpo dopo l'inverno. Noi crediamo che, come scrisse Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo» dice la giornalista Mimma Pallavicini, che ha contribuito con la proprietaria di Villa Pisani al programma della manifestazione. Ogni domenica sarà protagonista uno dei cinque sensi. Si comincerà con il tatto domenica 26 marzo, l'olfatto sarà alla ribalta il 2 aprile, la vista la domenica successiva, 9 aprile. I giorni di Pasqua e Pasquetta, 16 e 17 aprile, saranno dedicati al gusto (il 17 aprile anche con una caccia al tesoro in tema). Infine il senso dell'udito farà da filo conduttore nel week end lungo tra il 23 e il 25 aprile per interpretare le sinfonie di primavera.

Nel corso del Festival primaverile dei sensi tutto il giardino di Villa Pisani Bolognesi Scalabrin e alcuni saloni della villa si animeranno con piccole e preziose mostre mercato di piante e prodotti collegati con il tema di ogni week end, laboratori per adulti e bambini, molte e diversificate gratificazioni sensoriali. E in omaggio ai tulipani di "I Bulbi di Evelina", per tutto il periodo della manifestazione si potrà visitare un'originale mostra di tulipiere, ovvero vasi per tulipani recisi, dell'artigianato bassanese di qualità.

Info:
• Dove Villa Pisani - Bolognesi Scalabrin, via Roma 25, 35040 Vescovana PD
Orari: apertura al pubblico tutti i giorni dalle ore 9 alle 19 (ingresso consentito sino alle ore 18).
• Costo del biglietto d'ingresso: Singolo Adulti € 8,00 – Bambini da 6 a 10 anni e anziani sopra i 70 anni € 6,00 – Gratuito per bambini sotto i 6 anni e portatori di handicap - Gruppo di famiglia di 4 persone €. 20,00 – Soci associazioni (Touring Club, FAI, ADSI) € 6,00 – Gruppi di più di 15 persone € 6,00 a persona.
• Contatti Villa Pisani - Bolognesi Scalabrin, via Roma 25, 35040 Vescovana PD - tel/fax 0425.920016 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.giardinity.it
• Come arrivare dalla A13 BO-PD: uscita Boara - Rovigo nord, dal casello proseguire a sinistra, girare dopo 800 mt nuovamente a sinistra verso Vescovana. Passare due rotonde continuando dritti, alla terza girare a destra, al secondo semaforo girare a sinistra sulla piazza alberata, l'ingresso della villa è sulla sinistra.

Uno studio del muse prende in considerazione i pesticidi ammessi anche in agricoltura biologica: che effetti hanno sull'ambiente acquatico?

Tra questi il rame e azadiractina sono pesticidi "naturali" il cui uso è autorizzato in agricoltura biologica in Italia e nel resto d'Europa.

È di recente pubblicazione sulle prestigiose riviste scientifiche internazionali Chemosphere e Science of the Total Environment della casa editrice Elsevier (il maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico), uno studio condotto dal MUSE-Museo delle Scienze di Trento in collaborazione con il CNR – Istituto di Biofisica di Povo (Trento) che prende in considerazione l'effetto di rame e azadiractina - due pesticidi legalmente ammessi anche nelle coltivazioni biologiche - sugli insetti che popolano il Rio Gola, un torrente trentino che attraversa una valle coltivata dove i due pesticidi sono regolarmente e legalmente utilizzati secondo il Disciplinare Provinciale. Entrambi i pesticidi entrano per dilavamento nell'ecosistema acquatico e, a oggi, poco si sa sugli effetti che hanno sugli animali che vivono nei canali e nei torrenti in cui questi pesticidi finiscono. I dati raccolti nel corso del lavoro dimostrano che entrambi sono tossici - il rame più dell'azadiractina - e che le popolazioni esposte sono sofferenti. Il lavoro condotto sarà utile alle autorità che si occupano di valutare la qualità delle acque superficiali, per prendere in considerazione l'opportunità di una revisione del limite di legge di utilizzo di questi pesticidi, nonché ai produttori stessi cui si chiede di valutare sempre un'alternativa o proporre formule più eco-sostenibili.

La ricerca è stata svolta sulle acque del torrente Rio Gola, in Trentino. Come specie modello è stato scelto il Dittero Chironomide Chironomus riparius, una specie di insetto molto comune, resistente a basse concentrazioni di ossigeno ed elevato inquinamento organico, naturalmente presente nel torrente e mantenuto in allevamento in laboratorio durante i test sperimentali.

La prima parte del lavoro ha valutato gli effetti della presenza di questi pesticidi - a concentrazioni crescenti - sulla sopravvivenza delle larve. Partendo dalla concentrazione ambientale (quella rinvenuta nel torrente al momento della raccolta), si è stabilita in più step la concentrazione massima tollerabile dall'animale, ovvero quella a cui si registra il 10%, 50% e 100% delle morti. Sulla base dei risultati dei test di tossicità acuta, il rame sembra essere più tossico dell'azadiractina per questi animali, che sono rappresentativi dell'intera comunità vivente nel torrente.

In un secondo tempo, il lavoro ha preso in considerazione gli effetti molecolari dei due pesticidi, ovvero gli effetti sull'espressione di cinque geni, appartenenti a due famiglie di proteine. Entrambe le famiglie di proteine vengono coinvolte in risposte a stress chimico, le prime con azione di "protezione" verso proteine complesse essenziali - che altrimenti potrebbero perdere la loro struttura e funzione compromettendo la vita stessa dell'animale - mentre le seconde come enzimi ossidativi coinvolti nel processo di detossificazione, in grado di agire sia nei confronti di farmaci e tossine di origine esterna, sia su prodotti di scarto dell'organismo.

Lo studio dimostra che il Dittero Chironomide Chironomus riparius è molto resistente a questi due pesticidi, grazie alle due proteine che vengono sintetizzate in risposta all'aumento di concentrazione dei tossici. La presenza di queste due proteine in alte concentrazioni nella popolazione selvatica indica però una condizione di stress fisiologico (i due pesticidi stressano le popolazioni animali presenti nel torrente). E se le popolazioni naturali sono stressate, sono anche più vulnerabili.

In conclusione, i due pesticidi naturali non sono innocui, e lo dimostra lo stato di stress fisiologico in cui gli animali acquatici vivono in acque in cui questi tossici arrivano per dilavamento dei terreni agricoli. Diventano letali a concentrazioni da 30 a 500 volte più elevate rispetto a quella che abbiamo misurato in natura, in primavera, prima dell'inizio dei trattamenti intensivi. Possiamo continuare, quindi, a utilizzarli? Secondo uno degli autori dello studio, Valeria Lencioni (MUSE) il rame andrebbe sostituito, come suggeriscono le normative europee. Per quanto riguarda l'azadiractina", invece, meglio non abusarne, infatti non è innocuo.

***
Il rame è utilizzato principalmente come fungicida per controllare la peronospera nei vigneti causata dall'oomicete Plasmopara viticola (Berk e Curt) Berl. et de Toni, il più devastante patogeno dell'uva in Nord America e in Europa. L'inquinamento da rame dei terreni agricoli e delle acque superficiali, dove arriva per drenaggio dei terreni trattati col pesticida o ancora da scarichi industriali, sta destando preoccupazione soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove ne viene fatto un uso eccessivo, non regolamentato. E se da un lato è un metallo indispensabile per alcuni meccanismi biologici delle piante- gioca infatti un ruolo chiave nella fotosintesi e nella sintesi delle proteine - dall'altro però non ne va sottovaluta la tossicità. Si deposita infatti nei primi strati del terreno, influenzando negativamente la vita microbica e lo sviluppo di batteri, alghe, funghi e lombrichi. dal terreno, può raggiungere e inquinare le falde acquifere, determinando gravissimi rischi ambientali ed ecotossicologici su un ampio spettro di organismi e microrganismi.

Il rame si trova in natura in tutte le acque del mondo e, se alti livelli di concentrazione possono essere dannosi per gli esseri umani e l'ambiente, il rame è un micronutriente essenziale per la vita e una certa quantità è fondamentale per il benessere degli animali, incluso gli esseri umani. Il rame può divenire altamente tossico in elevate concentrazioni, per esempio influenzando negativamente il consumo di ossigeno e interferendo negativamente con il trasporto e/o il metabolismo del ferro. La sua sostituzione come fungicida è una priorità dichiarata nella legislazione biologica della Comunità Europea (UE, Reg. 473/2002), ma non sono ancora state trovate alternative (CE,2014).

L'azadiractina (C35H44O16) è un bio-insetticida, ottenuto dai semi e dalle foglie dell'albero neem indiano Azadirachta indica Juss(Meliaceae). Ha un ampio spettro di azione – viene utilizzato per tenere sotto controllo l'invasione in frutteti di afidi, insetti e nematodi. L'azadiractina è molto efficace contro l'afide grigio del melo, l'afide del pero e il tripide americano. L'azadiractina agisce con diversi meccanismi, da un lato funge da repellente e dall'altro arresta lo sviluppo del parassita che si trova a perire nel suo stato larvale senza poter concludere il suo ciclo biologico (quindi, senza potersi riprodurre).
Diversamente dai pesticidi a base di rame, l'azadiractina soddisfa molti dei criteri di un insetticida "sostenibile, ecologico": ha una tossicità molto bassa per i mammiferi, è biodegradabile (si degrada entro 100 h quando esposto alla luce e acqua) anche se è stato recentemente stimato che il tempo necessario per dissipare il 90% del residuo di azadiractina in un mesocosmo d'acqua sia di 66 giorni.

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I riferimenti dello studio
Bernabò P., Gaglio M., Bellamoli F., Viero G., Lencioni V., 2017 - DNA damage and translational response rule the detoxification from copper exposure in a wild population of Chironomus riparius. Chemosphere, 173: 235–244.
Lencioni V., Grazioli, V., Rossaro B., Bernabò P., 2016 - Gene expression profiling of responses induced by pesticides employed in organic agriculture in a wild population of the midge Chironomus riparius. Science of the Total Environment, 557–558: 183–191.

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