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Back Sei qui: Home Home   I personaggi di MCG FRANCESCO GRANDIS

FRANCESCO GRANDIS

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Francesco
Grandis
Mollare tutto per riprendersi
la propria vita

e fossimo nella stessa stanza ti
inviterei a sedere accanto a me,
come amici, vicino al fuoco.
Ti racconterei di quando ero un
giovane ingegnere convinto di
aver trovato la sua posizione nella
vita, e di quando scoprii, invece,
di essere finito in una gabbia.
Di quando lasciai quel lavoro
sicuro in piena crisi economica mondiale, per
affrontare il mio crollo come persona.
Di come trovai la mia vera strada durante un
lungo viaggio, del mio lavoro nomade e di tutti i
Paesi che seguirono. Di come mollai tutto ancora
una volta per seguire il mio sogno di scrivere,
raccontare e condividere. E sopra ogni cosa, ti
parlerei della mia ricerca della Felicità.
(Francesco Grandis, alias Wandering Wil)
Ecco. Ora ricordo perché questo articolo su Francesco
Grandis è rimasto così tanto nel cassetto.
Ora che ho ricominciato questo pezzo 7 volte e
neppure questa mi sembra quella buona. Ecco,
il problema è questo: Francesco Grandis è "tanta
roba". Espressione non delle più auliche e raffinate
ma al momento quella che rende meglio l'idea.
La sua storia, il suo giro intorno al mondo, le sue
scelte e soprattutto le sue riflessioni.
Ogni passaggio dei suoi pensieri pesa.
Denso di un significato mai banale, intriso di tutte
le esperienze che Francesco ha fatto. Di tutte le
analisi su sè stesso, sulla società, sulla vita, sul
suo senso. Dell'entusiasmo e dell'avventura, ma anche dei dubbi, delle indecisioni, delle difficoltà
di quando, a carriera ben avviata, Francesco mollò
tutto perché gli mancava qualcosa che "sentiva
migliore".
Ecco perché nelle sue parole per forza si inciampa.
Perché è come se fossero inzuppate di tutte le
strade su cui ha camminato e di tutti i pensieri e le
emozioni che gli hanno tenuto compagnia.
Per fortuna ora questa "tanta roba" Francesco l'ha
raccolta nel libro Sulla strada giusta (autoprodotto
e disponibile su Amazon).Così io provo, a cuor più
leggero, a parlarvi di lui.
Francesco Grandis ha 32 anni quando dopo la laurea
in ingegneria e un lavoro da programmatore di
successo, avverte che il muro di certezze che si è
costruito inizia a vacillare, la buona occupazione e
il contratto a tempo indeterminato non gli sembrano
più così "giusti".
Nel suo www.wanderingwil.com (dove "wandering"
sta per "girovagare" e "wil" resta ancora un
segreto..) lui la chiama "la trappola del criceto".
"Corri corri corri e non vai da nessuna parte. Lavori
tutto il giorno, tutti i giorni, e a fine mese cos'hai
ottenuto? 200 euro se ti va bene, e neanche quelli
se ti si rompe la macchina. E dov'è la crescita personale? Dove sono le passioni, i progetti? Dove
sono i risparmi con cui pensare di costruire la casa
dei propri sogni?
Non ci sono. Sono sempre un po' più in là. Sono
il mese successivo, o l'anno prossimo. Ma l'anno
prossimo è uguale al precedente, e anche quello
dopo. E il tempo passa, ma si resta sempre nello
stesso punto. Non si va da nessuna parte. È una
ruota, e se corri più veloce ti stanchi solo prima."
Così non trovando il senso di quel correre nel
2009, all'inizio della crisi economica che investe
il mondo, Francesco si licenzia e spende tutti i
suoi risparmi per un giro del mondo di sei mesi, in
solitaria, alla ricerca di qualcosa che ancora non
conosce."Avevo paura di sprecare la mia vita, e di spegnermi
lentamente. Paura di svegliarmi ogni giorno
senza sorridere, di diventare vecchio senza diventare
grande. Avevo la paura folle di arrivare
all'ultimo dei miei giorni, guardarmi indietro, e rimpiangere
tutto quello che avrei potuto fare ma non
avevo fatto."
E così inizia un viaggio fisico: trova un lavoro che gli
permette di mantenersi, ma anche che gli lascia la
libertà di "fare altro". Inizia a fare il programmatore
nomade (portando con sé il lavoro nei suoi viaggi),
e in quattro anni viaggia per 15 mesi: giro del
mondo 2009-2010, Sudamerica e Ungheria 2011,
India e Dolomiti nel 2012, Nord Europa nel 2013.
Ma inizia soprattutto un percorso interiore che lo
convince ad abbandonare del tutto il sentiero comune
per iniziare a cercare una felicità più autentica.
"A volte procediamo nella vita apparentemente
senza una direzione precisa o uno schema ordinato.
Agli altri sembriamo solo dei vagabondi
che hanno smarrito il sentiero. Ma non ci siamo
perduti, tutt'altro. Sappiamo perfettamente dove
siamo e dove stiamo andando. Stiamo solo cercando
qualcosa, seguendo una via visibile a pochi
soltanto".
Il lavoro diventa per lui uno strumento da utilizzare
per qualcosa di più importante che il semplice
accumulo di denaro. Rinuncia a lauti guadagni per
questo: per avere il tempo di vivere meglio la vita, e
proseguire nella sua ricerca.
E poi per condividerla naturalmente. E' quello che
da 2 anni fa nel suo blog, seguito da oltre 5.000
followers. Wanderingwil.com non è solo una raccolta
di riflessioni personali. Sono spesso analisi
sociologiche lucide e razionali, vicine a quella filosofia di downshifting, "letteralmente scalare la
marcia", affermatasi verso la fine degli anni 90'
e oggi sempre più abbracciata – insieme a tutte
le filosofie cugine dello slow, del benessere e anche
dell'eco – da chi attua la scelta di preferire
il valore del tempo e della personale felicità a una
società che ha imperniato la sua ragion d'essere
su quella del denaro e del consumismo.Così in wanderingwil.com si parla di vita, di viaggi,
di felicità, come di economia, di lavoro, di comportamenti,
di crescita personale.
Sono articoli ad elevato tasso di concretezza,
schietti nel linguaggio e con contenuti che si traducono
facilmente in indicazioni precise per agire,
per chi parte ma anche per chi resta. Senza mai
avere la presunzione di possedere la verità in tasca.
Lo dice Francesco parlando di Sulla strada giusta:
"Io non sono un "arrivato", solo un uomo in cammino,
ma forse le mie esperienze potrebbero essere
di ispirazione a chi si trova ad affrontare un percorso
simile"
Ma noi vogliamo saperlo, come si cammina nella
vita secondo Wandering Wil?
Con uno zaino, scrive Francesco. Come di quelli
che si portano in viaggio.
Uno zaino che ci costringere ad essere leggeri, e
a fare una scelta sul cosa portare con noi, a distinguere
tra l' utile, l' importante, l'eccessivo e il
superfluo. Lui ad esempio ci ha messo "L'apertura
mentale, non il pregiudizio L'entusiasmo, ma non
le illusioni.Il coraggio, non l'incoscienza. I desideri, la passione
e tutti i sogni. Le mie convinzioni, le mie idee e
i miei progetti, non le aspettative altrui. Il silenzio,
non il rumore. L'amore, non la diffidenza."
E voi cosa ci mettereste? Di sicuro il suo libro.
Anche se pesa.

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