• Home
  • Ristoranti e Vini
  • Cucina
  • Salute & Bellezza
  • Intrattenimento
  • Fashion
  • Viaggi
  • Eventi
  • Attualità
AREA RISERVATA

Login to your account

Username
Password *
Remember Me
Back Sei qui: Home Intrattenimento   Arte LA SCULTURA BIDIMENSIONALE DI FRANCA GHITTI

LA SCULTURA BIDIMENSIONALE DI FRANCA GHITTI

franca-ghitti3

Una sessantina di opere per ripercorrere tutta la carriera di Franca Ghitti artista bresciana nata ad Erbanno nel 1932 e venuta a mancare nella città di Brescia all'età di ottant'anni. La sua prima antologica è stata organizzata in ambito svizzero e allestita nei suggestivi spazi del Museo d'arte di Mendrisio, così da creare un'interessante contrasto con i riferimenti dei lavori ghittiani, sempre in equilibrio tra rilettura e modernità. Il catalogo con la riproduzione di tutte le opere presenti nell'esposizione, vede saggi delle due curatrici Barbara Paltenghi Malacrida ed Elena Pontiggia, un testo relativo alle edizioni d'arte a cura di Maria Luisa Ardizzone e un ricco capitolo di apparati curati da Irene Cafarelli. L'esposizione dedicata ai lavori scultorei di questa grande artista mostra come sia stata sempre particolarmente attenta alla ricerca intorno alle testimonianze e ai repertori della cultura camuna. La mostra organizzata con il sostegno della Fondazione Archivio Franca Ghitti di Cellatica e allestita negli spazi più antichi del Museo d'arte Mendrisio, si avvale di alcune tra le opere più significative delle principali tappe del cammino artistico della Ghitti, a partire dalla produzione lignea, fortissimo legame con la propria terra, con i repertori rupestri della valle, e con le tradizioni artigianali camune. Questa sezione contempla opere delle serie delle Mappe, le Vicinie, i Tondi tempestati di chiodi che sembrano cicatrici, le Edicole, le Madie e il Bosco. Si prosegue con una selezione della produzione in ferro e acciaio, tra cui gli Alberi vela, le Meridiane che simboleggiano lo scorrere del tempo, la Pioggia e la Cascata posizionata nel chiostro del museo, nella quale l'artista non cambia le intenzioni portate avanti nella ricerca lignea, attuando un analogo recupero di reperti abbandonati nelle fucine per poi risaldarli in nuove sagome e nuove iconografie. Questa come altre sue opere rivelano il concetto di scultura, che cancella il volume e diventa una pagina di segni. Per lei la scultura è un "disegno nell'aria", una parete che non si discosta concettualmente dalla bidimensionalità.
Lei stessa individuava nelle sue opere l'assenza del tridimensionale, un senso plastico che si affida allo spazio piano e scarta il tutto tondo. Si potrebbe pensare che Franca Ghitti ha prediletto la scultura bidimensionale non solo perché prima di essere scultrice era pittrice, ed ha praticato a lungo anche l'incisione, ma soprattutto perché la sua opera ha in fondo un significato esistenziale.
Alle edizioni d'arte di cui alcune pubblicate con l'amico e celebre editore Vanni Scheiwiller, sarà invece dedicata una sezione a fine mostra. Come scrive la critica Elena Pontiggia:" L'opera di Franca Ghitti si rivela così un dizionario del non detto, un vocabolario di forme e idiomi perduti. Se Arturo Martini aveva definito la scultura una lingua morta, per Franca la scultura riporta in vita la lingua morta. Custodisce cioè le forme scomparse, e diventa un archivio di linguaggi. La scultura, insomma, non è l'espressione dell'io, ma il ritrovamento di espressioni dimenticate. Perché, come diceva l'artista stessa..non ho cercato la mia voce, ma tutte le voci."
L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 Luglio 2018 dal martedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17. Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18. Mostra da non perdere!

LAST MINUTE

Natura e Ambiente