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LA PIRAMIDE DELLA FELICITÀ

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Aprile. L'inverno ha compiuto il suo corso e, come per magia, tornano quella luce speciale del sole e quella leggerezza dell'aria che annunciano l'arrivo della primavera. La prima sensazione che ci pervade (prima di rimettere la testa sui problemi, sui conti, sulle grane...) è quella di felicità. Una felicità istintiva, irrazionale, quella che si prova quando si è bambini e tutto ci sorride. Una sensazione che fa riflettere, soprattutto constatando come per strada, intorno a noi, nonostante la luce intensa di una splendida mattinata, ci siano tante facce inespressive. Volti assorti, a volte cupi, chini sul proprio smartphone a consultare chissà quali siti e problematiche. Dove vanno e cosa fanno tutte queste persone, tanti più giovani di noi, trentenni, quarantenni che dovrebbero alzarsi dal letto con la voglia di sbranare il mondo? Che cosa pensano, che cosa li preoccupa, che cosa li renderebbe soddisfatti? Per tentar di capire se esiste una formula della felicità si può riconsiderare la teoria della "piramide" dello psicologo statunitense di origini russe Abraham Maslow, che a metà del secolo scorso classificò i bisogni dell'uomo secondo una piramide di progressive necessità. Chi sta alla base della piramide vive nella pochezza e nell'insoddisfazione. Chi riesce a migliorare la propria condizione e riesce a costruire il proprio futuro e la propria personalità si ritrova via via sempre più in alto in questa piramide. Certamente vi è la consapevolezza che costruirsi una strada per essere felici non dipenda solo da sé e dal proprio atteggiamento positivo verso la vita, ma pure da eventi, talvolta casuali, che la vita la spianano o la rendono complicata. La cima della piramide la si raggiunge solo quando c'è una corrispondenza tra ciò che si è e si sarebbe voluto essere, e quindi come ci si vede allo specchio, sentendosi soddisfatti di sé, ovvero "felici". Questa teoria della piramide ci chiarirebbe perché viviamo in mezzo a una massa di imbronciati. In una società in cui seri problemi economici frustrano i propri sogni, in particolare quelli dei giovani, e ancor più seri problemi ambientali e di costume minacciano il proprio quieto vivere, anche la primavera più fantasmagorica ci può lasciare indifferenti. Ma è altresì vero che saper godere delle bellezze della natura, identiche per tutti i livelli della piramide, può essere una via per rendere la vita un poco, o tanto, addolcita.

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