• Home
  • Ristoranti e Vini
  • Cucina
  • Salute & Bellezza
  • Intrattenimento
  • Fashion
  • Viaggi
  • Eventi
  • Attualità
AREA RISERVATA

Login to your account

Username
Password *
Remember Me
Back Sei qui: Home Intrattenimento

Intrattenimento

JONAS BURGERT: SCANDAGLIODIPENDENZA AL MAMBO

Vale la pena di fare parecchi chilometri per vedere una mostra di pittura come quella allestita al Museo d'Arte Moderna di Bologna. Lotsucht / Scandagliodipendenza è il titolo della prima personale in Italia dell'artista tedesco Jonas Burgert, curata da Laura Carlini Fanfogna. In Italia le sue opere erano state esposte nella collettiva Hic et Nunc a Villa Manin di Passariano di Udine nel 2002, e nella bipersonale con il connazionale Christian Achenbach presso la Galleria Emilio Mazzoli di Modena nel 2011. Curioso però come quest'ultima mostra a Modena non figuri nell'elenco delle esposizioni dell'artista sul catalogo edito dal MAMbo. L'evento espositivo fa parte della sezione Polis della quinta edizione di ART CITY Bologna. Mai un titolo è stato così azzeccato per un'esposizione. Sono 37 dipinti ad olio su tela più una grafite di colossali dimensioni, creati nell'ultimo decennio dall'artista nato a Berlino nel 1969, visibili negli ampi spazi della Sala delle Ciminiere. Sono suddivisi per soggetti e dimensioni: una sala centrale per le opere scenografiche di dimensioni anche fino a 4 metri di altezza x 7 di lunghezza, una sala laterale per omaggiare l'immagine della donna, una sala in fondo per i ritratti più piccoli, in media 90x80 cm, e una quarta sala per composizioni con formati vari. Dipinti con trame intricate piene di personaggi in continuo movimento, all'interno di scenari in parte statici e grotteschi, in parte vorticosi e dinamici. Le tinte multicolor con picchi di tonalità fluorescenti contrastano con abiti o superfici a righe bianconere e decorazioni in stile carta da parati. I personaggi all'interno sembrano giocolieri, acrobati su trampoli che si trasformano in rami d'albero, mummie le cui fasce si svolgono diventando parti dell'arredo, naviganti in bilico su barche arenate all'interno di stanze deserte. Ispirati da una selezione accurata di scatti fotografici tra i più suggestivi, dei popoli e delle tradizioni di ogni parte del mondo: dai riti funebri degli Indù ai reportage dei festival orientali, dalle foto in bianconero dei detenuti nelle carceri di tutto il mondo, alle sfilate di moda di Parigi e Milano. Tutte queste foto e immagini si accumulano in una parte del suo studio a Berlino, sua città natale dove vive e lavora, e fungono da fonte ispiratrice. Tutto concorre al suo rituale immaginario che si affaccia al mondo reale come per magia. Con ogni composizione, con ogni singola pennellata, dipinge veri e propri scenari. Le sue opere raffigurano la sua visione della rappresentazione teatrale che costituisce l'esistenza umana, dell'inesauribile bisogno dell'uomo di dare un senso, una direzione e uno scopo alla propria vita.
Una rappresentazione teatrale dell'immaginazione, derivata dalla realtà, e modificata in corso d'opera, attraverso l'emozione del momento. E all'immaginazione dell'osservatore si rivolgono queste opere di enormi dimensioni che offrono spazio per la meditazione e l'introspezione personale, spazio all'invenzione e al pensiero, perchè ognuno di noi possa ritrovarsi ad analizzare la realtà delle cose con altri occhi e con più immaginazione. L'esposizione inaugurata il 25 Gennaio rimarrà aperta al pubblico fino al 17 aprile 2017 con i seguenti orari: martedì, mercoledì, domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 18. giovedì, venerdì e sabato dalle ore 10 alle ore 19. Lunedì chiuso. Per info tel. 051 6496611.

A TU PER TU CON CLARA MALLEGNI

CLARA MALLEGNI

CLARA MALLEGNI: UN'ARTISTA OLTRE OGNI TEMPO ED OGNI LINEA

Come definiresti Clara Mallegni?
"Una creativa a tutto tondo, che non segue mode ma si esprime con sempre nuove sperimentazioni ovvero con una lettura e interpretazione dei sentimenti e degli accadimenti quotidiani."
Come ti sei avvicinata all' arte?
"Mi sono avvicinata all'arte osservando le esposizioni artistiche dei tanti Maestri che frequentavano soprattutto Pietrasanta, a partire dalla fine degli anni 80."
Cosa e chi influenza la tua arte?
"Niente influenza la mia espressività artistica a parte i miei umori."
La tua è un'arte vissuta a tutto tondo...
"Sento di appartenere alla poetica di riferimento, ma non solo. La costante della mia ricerca, spazia dal figurativo all'estrazione con molti simboli costantemente presenti."
Le tue prossime mostre?
"Le mie prossime mostre? Impossibile un'elencazione; sono davvero tantissime. Ti dirò soltanto che dopo Sanremo, Francoforte, Pietrasanta, Torino...avrò una personale in Regione Toscana presso Palazzo Panciatichi, a Firenze titolata " Sogno di vedere nascere l'alba", presentata, anche in catalogo, da Lodovico Gierut, un grande critico d'arte generoso di consigli."
So dell'apprezzamento di tanti collezionisti, così come alcune opere sono state acquisite da Fondazioni ed Enti, ce n'è una in particolare in qualche spazio importante?
"Sono presente, tra l'altro, nel Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi; presso la Fondazione Versiliana; nella collezione dell'Ospedale Pediatrico Apuano di Massa, come in quella del Consolato Italiano a New York. Concludendo, tengo molto a sottolineare il mio inserimento nel Catalogo dell'Arte Moderna n 52 edito da Giorgio Mondadori.

La mantovana Bertoni fra Treviso e Firenze

arteIl grande artista italiano Giorgio De Chirico
disse: "Un artista non deve essere originale,
ma originario". Ossia lasciare nelle opere traccia delle
proprie origini, della terra natia, l'importanza del
dato antropologico e della provenienza, una sorta di
imprinting culturale riconoscibile. Rivelare la propria
provenienza attraverso l'elaborato artistico. Questo
fa con i suoi acquerelli l'artista mantovana Antonella
Bertoni. I suoi soggetti sono i paesaggi di campagna
della pianura padana con le cascine, i pioppi, i fossati
e le vie sterrate. Le rive del fiume Po e i laghi
di Mantova formati dal Mincio, emissario del lago di Garda. Le atmosfere della pianura trapelano da ogni
pennellata leggera e luminosa dell'artista che sembra
cogliere, con la trasparenza del colore diluito con
l'acqua, anche la bruma mattutina. Il tutto con un
disegno ben risolto nelle proporzioni e nella prospettiva,
tipico di una mano esperta e decisa, ma che
sa dispensare poesia in ogni tratto. E non mancano
nemmeno la brillantezza del colore, sebbene delicata
e timida, e il calore della luce che colpisce i soggetti
rendendoli tridimensionali e carichi di energia.
Quella stessa energia che si riversa attraverso l'arte
sui suoi dipinti con tutta la passione per la natura e
la vita! L'artista nata a Mantova e residente a San
Giorgio si è diplomata nel 1981 all'Istituto Statale
d'Arte della città virgiliana, nella sezione Architettura
e Arredamento. Cimentandosi con varie tecniche
pittoriche partendo dal gessetto, la tempera e l'olio,
approda all'acquerello in cui trova la delicatezza, la
trasparenza, la luminosità e la sensibilità a lei più
congeniali. In armonia con la propria espressione
pittorica ed emozionale. Il suo è un segno pulito, una
trama delicata sempre alla base dell'opera che viene
valorizzata, ora da morbidi trapassi coloristici, ora
da bagliori luminosi. Ma mai da tinte forti e violente,
perché Antonella Bertoni non vuole stupire o essere
invadente imponendosi con il colore. Vuole arrivare
pian piano a toccare le corde più profonde e sensibili
del nostro essere, mostrandoci che anche con la delicatezza
dell'immagine si arriva a colpire, restando
ancora più a lungo nell'anima dell'osservatore. In
questi ultimi anni ha esposto in mostre collettive e
personali portando alla visione del pubblico più svariato
da nord a centro Italia le vedute e le bellezze
della propria terra. Tra le esposizioni più importanti
la Personale presso la libreria Feltrinelli di Mantova
nel 2014. "Xmas art in Modena" alla villa del Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine a dicembre
dello stesso anno. La partecipazione alla rassegna
nazionale d'arte Expo 2015 presso la Casa Museo
Sartori a Castel d'Ario di Mantova. "Paesaggi. Ambienti
e scenari" alla galleria Art-Expertise di Firenze
dall'11 al 21 maggio. Sempre a Firenze "Tendenze
contemporanee" mostra collettiva alla Merlino
Bottega d'Arte dal 24 maggio al 4 giugno 2015. E
ultima non per importanza ma per ordine di tempo:
"Significato e significante" mostra inaugurata il 26
luglio alla Elle galleria di Preganziol di Treviso, rimasta
in visione per tutto il mese di agosto fino al 4
settembre scorso. Di lei scrive il critico d'arte Siro
Perin: "Le opere di Antonella Bertoni sono frutto di
una ricerca temporale a ritroso in una dimensione
fortemente emozionale, componente fondamentale
per l'artista dell'arte e della vita".

SEVERINI. L’EMOZIONE E LA REGOLA

Fino al 3 luglio 2016, presso Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), la mostra, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, intende celebrare l'intera attività di Gino Severini raccontando non solo il periodo di adesione al Futurismo e al Cubismo ma abbracciando tutto il suo percorso: una perfetta parabola di protagonista del Novecento, attratto prima dalle rotture linguistiche dell'avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista. Circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola. Sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia.

BARBARA GHISI ESPONE IN DOGANA VENETA

D77Fondali marini e onde dipinte nella cornice del Garda, in Piazza Partenio n°13 a Lazise di Verona.
L'artista mantovana Barbara Ghisi originaria di Poggio Rusco esporrà le sue nuove opere in occasione della Pasqua, dal 2 al 12 Aprile, presso la Dogana Veneta "main sponsor" dell'evento, nella piazzetta centrale dell'incantevole cittadina di Lazise, sul Lago di Garda (Verona). Saranno in visione i nuovi dipinti a tema naturalistico dell'artista, ad olio e tecniche miste su tela e tavola. Tra i vari temi anche i fondali marini. Raffigurazione di mondi sommersi e sconosciuti che rappresentano i luoghi dell'anima. All'uso delle resine catalizzate che si fondono con il colore ad olio, si aggiungono polveri di resine fluorescenti che contribuiscono alla visione notturna di alcune opere, facendole affiorare dal buio. L'acqua ha un ruolo fondamentale nelle opere di Barbara Ghisi. Simbolo di protezione, conservazione e vita. L'acqua corrente purificatrice è sinonimo di forza e trasparenza. Onde marine che esprimono tutto il timore ed il fascino di una vastità senza confini. Onde che sembrano scandire un ritmo oscuro balzando verso l'alto come a sfidare il vento. Se il mondo al confine del reale che l'individuo contiene è infinito, ne consegue la scelta di esprimersi attraverso grandi formati e pigmenti brillanti, carichi di energia. Le tele presentate saranno di varie dimensioni dalle più piccole di cm 30x30 alle più grandi di cm 100x200. L'artista espone dal 1991 in numerose mostre e fiere d'arte sia in Italia che all'estero. Tra le principali: nel 2010 ad AAM presso il Palazzo de Il Sole 24Ore a Milano. Nel 2011 a Weingarthen in Germania. Nel 2012 ad ArteCremona e ad Artisti in mostra a Parma con premiazione di Philippe Daverio. Ha esposto presso prestigiose Gallerie d'arte, come l'Arianna Sartori di Mantova e la Galleria Noa di Milano. Grazie al progetto Artistar due sue opere sono state pubblicate sul Catalogo Design For 2013, edito dalla Lupetti Editore. L'inaugurazione della mostra sarà sabato 4 dalle ore 17.00 alla presenza dell'artista. L'aperitivo e il buffet saranno direttamente in riva al lago nel celebre edificio di epoca veneziana, chiamato Dogana Veneta, posto nel centro storico di Lazise a ridosso dell'antico porticciolo, in Piazza Partenio n°13. In epoca storica rappresentava il luogo di confine tra la Lombardia e la Repubblica di Venezia. All'inizio del XVII secolo l'edificio ospitava la dogana della Repubblica di Venezia, col compito di controllare e far pagare il dazio per le merci che entravano ed uscivano nei territori governati dalla Serenissima dalle vicine terre di Lombardia. Prima di accedere nel porto, le barche dovevano passare sotto i grandi archi della facciata e attraversare il possente edificio prima di poter accedere al porto da un'apertura laterale. Tutto cessò con la caduta della repubblica. Nel 2006 la Dogana Veneta è stata oggetto di restauro tornando agli originari splendori e l'edificio è stato destinato ad ospitare mostre d'arte, meeting, congressi, cene di gala, concerti, sfilate di moda, convention, nonchè prestigiosi eventi culturali e mondani. La struttura miscela pregevolmente il gusto di una suggestiva cornice monumentale con le più moderne tecnologie di un polivalente centro congressuale. E' considerato uno dei più eleganti ed esclusivi luoghi di eventi della provincia di Verona. Per informazioni sugli orari e i giorni della mostra contattare direttamente l'artista al numero telefonico 328 8662152.

GINO SEVERINI. L’EMOZIONE E LA REGOLA

Fino al 3 luglio 2016, presso Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), la mostra, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, intende celebrare l'intera attività di Gino Severini raccontando non solo il periodo di adesione al Futurismo e al Cubismo ma abbracciando tutto il suo percorso: una perfetta parabola di protagonista del Novecento, attratto prima dalle rotture linguistiche dell'avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista. Circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola. Sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia.

“LA CITTÀ IDEALE” DI ROBERTO FLOREANI

untitled 3Le associazioni culturali "La Centrale" di Vicenza e "Quinta Parete" di Verona presentano, presso le ampie sale del Palazzo Espositivo della Gran Guardia "La città ideale", antologica dell'artista Roberto Floreani che vanta il Patrocinio della Regione Veneto, della Provincia e del Comune di Verona. La mostra che ha aperto con grande partecipazione di pubblico lo scorso 22 Novembre resterà in visione fino al 31 gennaio 2015. Roberto Floreani nato a Venezia nel 1956, espone alla Gran Guardia dopo le grandi mostre dedicate negli anni alle opere della collezione di Giuseppe Panza di Biumo, ad Andrea Mantegna, a Camille Corot, Claude Monet e alla retrospettiva su Paolo Veronese. L'artista è considerato tra i più maturi e convincenti astrattisti della sua generazione anche a seguito del nutrito percorso museale istituzionale delle sue esposizioni. Nella metà degli anni '70 compie alcuni importanti viaggi in Europa. Tra il 1977 e il 1979 visita al Centre Pompidou la grande triade di mostre Parigi-Berlino, Mosca, New York, che svolge un importante ruolo formativo sui successivi esiti artistici. Poi nel 1980 si laurea presso l'università agli studi di Padova e si trasferisce per diverso tempo a New York. Negli ultimi anni tra il 2011 e il 2012 Roberto Floreani è inserito nella selezione "Storyboard" da Bonelli Arte Contemporanea a Canneto sull'Oglio (Mantova). Concepisce il progetto Roma per le Gallerie Russo a Roma e a Milano. Nella mostra di Verona l'imponente spazio espositivo sarà coinvolto in toto dall'artista che ha appositamente realizzato una grande installazione composta da oltre sessanta opere su tela. A completare e ad arricchire la mostra una decina di sculture, altre trenta opere anche di grande formato, e numerose altre provenienti da precedenti mostre museali e dalle esposizioni della Biennale di Venezia. Le tematiche della mostra riguarderanno l'evoluzione della presenza tematica del Concentrico, autentica "sigla" espressiva dell'artista, abbinato ad una nuova ricerca sul pattern geometrico e sulle tonalità cromatiche (con l'importante inserimento del blu Klein), che evocano anche suggestioni legate all'Oriente delle arti marziali, praticate dall'artista da quasi cinquant'anni. Il progetto "La Città ideale" prende spunto dalla celeberrima opera rinascimentale conservata nel museo di Urbino e considerata l'immagine dell'utopia e della perfezione. In questa scelta appare evidente l'intenzione da parte di Floreani di ribadire la centralità della pittura nell'ambito del contemporaneo, la sua continuità storica, il superamento degli stili, l'importanza della tecnica, la rilevanza espressiva riferibile alla bellezza, alla misura e alla possibilità che l'opera d'arte possa contenere anche un messaggio di natura spirituale. Quest'ultimo aspetto in particolare suscita da anni grande interesse da parte dell'artista che, attivo nell'ambito della ricerca astratta dal 1981, intende attualizzare le tematiche espresse dallo "Spirituale nell'Arte" di Kandinskij già nel 1912, riprese poi dai Sublime Optics di Josef Albers, fino alla sacralità cromatica di Ettore Spalletti o alle astrazioni di Sean Scully, Peter Halley e Lawrence Carroll, riconducibili al medesimo ambito tematico. Completerà il progetto la pubblicazione di una monografia arricchita da un'estesa antologia critica dedicata all'artista in questi ultimi anni. Info tel. 045 8033400.

Se vuoi leggere tutti gli articoli dell'ultimo numero di MCG puoi ricevere la rivista cartacea a casa tua effettuando un bonifico bancario di 15 euro, intestato a:

Morelli Media Partner

Via Dante Alighieri 4

46040 Gazoldo Ippoliti Mn

Pi: 01610350207

Bonifico bancario a MONTE PASCHI DI SIENA

FILIALE DI GAZOLDO DEGLI IPPOLITI

sul c.c. n° 100464,78 intestato a Morelli Media Partner

IBAN: IT 39 R 01030 57640 000010046478

BIC: PASCITM1038

e invia una mail con l'indirizzo corretto a cui dovrà essere spedito il giornale a:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A VERONA L'EVENTO DELL'ANNO PER LA BOXART GALLERY

FOTO DI PARTE DELLA MOSTRAGrazie alla tenacia e alla lungimiranza del suo fondatore Giorgio Gaburro, alla valida ed esperta collaboratrice Beatrice Benedetti, si celebrano "Dieci artisti per vent'anni di Boxart" che per l'occasione vedono lo spazio della galleria rinnovato da un accurato restauro. Una mostra-party intitolata "2x10" coinvolge 10 tra i nomi che hanno partecipato a questi anni di storia. L'evento aperto il 3 ottobre scorso resterà visibile fino al 31 gennaio 2016, coinvolgendo anche il periodo di partecipazione ad ArteFiera di Bologna. I protagonisti con due opere a testa nell'evento in sede sono: Emilio Isgrò, di cui il gallerista ricorda la creazione della serie La Costituzione Cancellata, che resterà una tra le opere memorabili dell'artista. Con Steve Sabella e Andrea Mastrovito sono tra prescelti dal 2013 per gli eventi organizzati da Boxart insieme ai maggiori musei italiani come la Galleria nazionale d'arte moderna, il Centro Internazionale di Fotografia "Scavi Scaligeri" di Verona e il Museo H.C. Andersen di Roma.
Dell' internazionale Mario Schifano, primo amore come scelta artistica di Giorgio Gaburro, presentano un capolavoro del 1988 di due metri per tre, intitolato Per bambini da 3 anni in su. Liu Bolin artista cinese scoperto da loro nel 2006 presenta in anteprima una serie di scatti inediti legati al nuovo progetto sull'immigrazione, ambientato tra Lampedusa, Catania e Porto Empedocle che si amplierà come percorso nel padiglione di ArteFiera a gennaio. Mauro Fiorese espone scatti inediti nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Tra i lavori di pittura i quadri di Marco Cingolani, artista che vanta la collaborazione più longeva della storia della galleria scaligera, al quale sono legati da un rapporto di affetto e stima reciproca. Di Andrea Facco è in mostra la "falsa" cartolina composta nel 2007 e spedita dalla Cina a Giorgio Gaburro eludendo i controlli postali cinesi. Il francobollo dipinto dall'artista commemora la rivoluzione di piazza Tien An Men dell'1989, riproducendo in miniatura la celebre immagine dello studente che sfida i carri armati. Sul fronte vi è la Pechino ufficiale, quella della piazza in cui si affaccia la città proibita, sgargiante nei colori rinnovati in vista dei Giochi Olimpici del 2008. Dei fratelli cinesi Gao Brothers è stata scelta una copia di una delle foto sequestrate definitivamente dalla dogana cinese per la prima personale italiana da Boxart il 7 luglio 2007. La mostra si fece in extremis con una seconda spedizione di opere, tra cui una scultura Miss Mao n°2 alta oltre due metri, inviata da Honk Kong, in modo da schivare le ispezioni. In mostra anche un'altissima stele in marmo di Carrara con l'impronta di uno dei loro scatti iconici: TV fable. Infine, del grande Hermann Nitsch, due tele nere, esposte in occasione della sua discussa retrospettiva palermitana. Tutti gli artisti, ad eccezione del compianto Mario Schifano, sono stati presenti all'evento d'inaugurazione.
Dice il gallerista Giorgio Gaburro: "In un momento di difficoltà generale ci sembrava importante investire in innovazione per il nostro cuore pulsante, ineludibile, che è e resta la galleria di via dei Mutilati 7 a Verona". Da non perdere quindi una visita in sede per conoscere le attuali innovazioni dell'arte contemporanea e i progetti più ambiziosi e geniali degli artisti in mostra. Info Tel. 045 8000176 www.boxartgallery.com

PAOLO VERONESE, L’ILLUSIONE DELLA REALTÀ

Fino al 5 ottobre alla Gran Guardia di Verona sarà possibile ammirare la mostra "Paolo Veronese. L'illusione della realtà". A cura di Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio, e Bernard Aikema, in collaborazione con la National Gallery di Londra, la mostra vedrà esposte oltre 100 opere, provenienti dai più prestigiosi musei italiani e
internazionali e presenta Veronese attraverso sei sezioni espositive. La mostra comprende anche numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l'obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Veronese ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. (F.M.)

Sottocategorie

LAST MINUTE

Natura e Ambiente