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Attualità

LA RICETTA DELLA FELICITA', UN LIBRO.

foto sinistra


Se leggi sei più felice, non lo affermano soltanto i lettori compulsivi, ma è scientificamente dimostrato! L'abitudine alla lettura fa provare sentimenti positivi e aiuta a vivere meglio. Lo sostiene la ricerca "La felicità di leggere", commissionata dal gruppo editoriale Mauri Spagnol nel 2015 al Centro Studi Cesmer dell'Università di Roma Tre. I ricercatori hanno utilizzato diversi parametri mutuati dalla letteratura scientifica, le differenze nelle vite dei lettori e dei non lettori sono state riportate su tre scale differenti (scala di Veenhoven, scala di Cantril e scala di Diener e Biswas-Diener) e i risultati coincidono: chi legge è più contento, prova una gamma maggiore di sensazioni positive e una minore di sensazioni negative, riesce a contenere la rabbia ed è maggiormente capace di apprezzare il tempo libero. Questo dato, molto incoraggiante per l'editore committente della ricerca, non è in linea però con il numero dei lettori italiani, che diminuisce di anno in anno. Rispetto al 2010, ci sono 4 milioni di lettori in meno (dati Istat 2016). Sono circa 33 milioni le persone che dichiarano di non leggere nemmeno un libro in un anno, il 57,6% della popolazione della nostra penisola. Forse ignorano che leggere non solo rende più felici, ma addirittura allunga la vita. A sostenerlo è un rigoroso studio scientifico dell'Università di Yale: chi ha l'abitudine della lettura possiede significati vantaggi di sopravvivenza rispetto a chi sporadicamente apre un libro per sfogliarlo. Secondo il team di ricerca, chi legge campa due anni di più degli altri, ma solo se lo fa almeno per 3 ore e mezza alla settimana. Ma allora perché non si legge, se la lettura (è dimostrato!) rende più felici e allunga la vita? La maggior parte delle persone che non legge adduce come spiegazione la mancanza di tempo, tutti presi dal lavoro e dalla gestione famigliare non riescono a trovare il momento giusto per aprire un libro..salvo però poi essere sempre molto attivi sui social network e diventare campioni di candy crush. C'è anche chi accampa motivazioni economiche: i libri cartacei hanno un costo troppo elevato, ma questa scusa proprio non regge: se non vogliamo a tutti i costi avere il best seller del momento basta aspettare l'edizione economica oppure reperire i nostri titoli in biblioteca del tutto gratuitamente. Oppure si possono acquistare i libri digitali, da leggere sul nostro comodo e-book reader, che solitamente costano circa la metà dell'edizione cartacea. Sono, invece, molte di più e altrettanto fantasiose le risposte che danno i lettori alla domanda perché leggi?. Sul sito de Il Circolo dei lettori di Torino si trova una lista molto divertente :" Io leggo perché ho preso il vizio. Io leggo perché non ho altro da fare. Io leggo perché siamo in pochi. Io leggo perché ho tempo (..) Io leggo per addormentarmi. Io leggo per sognare (..) Io leggo perché questo mondo non mi piace. Io leggo per cambiarlo. Io leggo per evadere..." e altro ancora. I motivi per leggere sono tanti, e la lettura è uno strumento che non passa mai di moda, nonostante molti si domandino se sia veramente utile. Molti studi affermano che leggere è il cibo della mente, ci permette di arricchire il nostro vocabolario, di perfezionare il linguaggio, di liberarci per un po' dalle preoccupazioni, ci fa viaggiare con il pensiero senza la necessità di muoversi fisicamente. Inoltre, i libri sono una parte fondamentale della nostra storia, grazie ad essi ci sono giunte le informazioni necessarie per capire chi siamo, da dove veniamo e le nostre origini. Oggi a volte viene considerato un po' fuori moda dedicarsi alla lettura, quando è molto più comodo e semplice guardare un film, in cui le immagini scorrono rapidamente davanti ai nostri occhi e non sono difficili da comprendere. Ma solamente la lettura di un libro permette di interpretare personaggi e situazioni come si preferisce, creando effetti speciali personalizzati e non stereotipati come quelli che ci offre il cinema. I libri ci permettono di vivere vite che non sono la nostra, immedesimandoci in diversi personaggi e vivendo le situazioni più svariate. Come disse Umberto Eco "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro". Ma dietro ai bassi livelli di lettura di libri, ci sono anche motivazioni molto serie, e forse anche un po' preoccupanti: il piacere della lettura è condizionato dalla capacità di comprendere e interpretare in modo adeguato il significato dei testi scritti. Per avere un'effettiva capacità di valutazione e utilizzo delle informazioni che si leggono, è necessario possedere una competenza di base, detta "literacy" che nella popolazione adulta italiana è molto bassa, molto inferiore alla media Ocse (Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico). Oltre a potenziare il livello di istruzione, bisogna oggi impegnarsi a sconfiggere il cosiddetto analfabetismo di ritorno, fenomeno in base al quale le conoscenze e le competenze acquisite a scuola, se non adeguatamente esercitate, si deteriorano col tempo. Inoltre, negli ultimi anni si è diffusa a una velocità incredibile la lettura di contenuti sui media digitali, una lettura più breve, più veloce e anche più discontinua e meno impegnativa, che allontana, soprattutto i più giovani, dai libri, considerati troppo lenti e noiosi. È vero che la rivoluzione digitale ha messo in concorrenza l'uso di internet con la lettura dei libri? Forse sì, anche se in un primo momento si è verificato l'esatto contrario: i maggiori fruitori di internet erano anche i maggiori lettori di libri e più in generale fruitori di cultura. Anche la lettura degli ebook nel nostro Paese non decolla ancora. Sono solo 4 milioni coloro che hanno letto nell'anno un ebook, il 7% della popolazione. "Senza il profumo della carta è impossibile leggere; se non si sfogliano le pagine non è vera lettura, e dov'è l'odore di colla, la ruvidezza delle pagine? E come non vedere più il dorso allineato agli altri dorsi nella libreria?" sono solo alcune delle obiezioni dei lettori di libri cartacei sollevano verso i lettori digitali. Ci sono due veri e propri schieramenti: chi legge solo cartaceo e chi legge digitale, con tanto di gruppi facebook e incomprensioni vicendevoli. Sono rari i lettori che non disdegnano né un modo di lettura né l'altro, e li alternano a seconda del momento. Mentre in vacanza è più comodo portarsi il reader, perché occupa pochissimo spazio, pesa poco e può contenere tantissimi volumi che sarebbe impensabile mettere in valigia, sul divano di casa davanti al caminetto acceso può piacere di più tenere tra le mani un libro di carta. C'è chi ritiene che la lettura sia un'attività per persone solitarie e magari poco socievoli, ma quest'idea è smentita dal grande successo dei Gruppi di Lettura, ormai presenti un po' dappertutto. Si tratta di gruppi di persone che leggono (ciascuno in privato) un libro che hanno scelto insieme e poi si ritrovano per commentarlo, per approfondirne i temi, per scambiarsi impressioni ed emozioni. Uno strumento, quindi, di dialogo e di apertura agli altri, che si concilia con l'atto del leggere che, invece, è un atto intimo e privato. Leggere è una cura per la solitudine, non solo perché ci fa evadere mentalmente, ma anche perché aumenta la capacità di provare maggiore empatia e comprensione per gli altri.

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