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Attualità

MANTOVA JAZZ FESTIVAL 1917-2017 RELAZIONI

michisantiQuando il primo disco di jazz, Livery Stable Blues della Original Dixieland "Jass" Band, fu pubblicato a New York nel febbraio 1917, pochi pensavano che quella fragorosa evoluzione del ragtime potesse cambiare così radicalmente musica, arte e costume dell'ancor giovane XX secolo.
1917- 2017: Il Festival Mantova Jazz non poteva esimersi dal festeggiare questo tondissimo anniversario e in questa 36^ edizione lo farà con 17 eventi tra concerti, master classes e performance interdisciplinari, tutti incentrati sull'idea di "Relazioni".
Relazioni tra Italia e jazz nell'evento speciale "Cento Anni di Jazz Italiano", che vedrà incontrarsi, in una corsa a ritroso nel tempo, il futuro del giovane Marcello Abate, il magnifico presente di Danilo Rea e il passato della tradizione che rivive nell'elegante vitalità della Milano Hot Jazz Orchestra (Teatro Bibiena 20 ottobre 2017). Relazioni tra Europa e Stati Uniti sono quelle implicate nella conversazione tra Ron Carter e Richard Galliano, due maestri in possesso di una voce poetica pari alla maestria strumentale (Teatro Ariston 7 novembre). Relazioni tra jazz e luoghi simbolo del mondo classico europeo, collocando Brad Mehldau, il più grande pianista jazz affermatosi negli ultimi decenni, nella cornice mozartiana del Teatro Bibiena. Una performance non amplificata, di solo piano che, siamo certi, resterà nella storia del Chiozzini (Teatro Bibiena 21 novembre).
O quelle interne al caleidoscopico trio di Dave Holland, luogo di bellezza ritmica e di dialoghi serrati tra uno dei due grandi contrabbassisti davisiani degli anni Sessanta (l'altro è Ron Carter, e anche queste sono relazioni) con la chitarra e le percussioni "black" di Kevin Eubankse e di Obed Calvaire. (Teatro Ariston 27 novembre)
Infine, ma forse le più importanti di tutte, ci sono le relazioni con i tanti futuri possibili del jazz italiano e non. Il Chiozzini ha il piacere di presentare una speciale Sezione Young, sostenuta da SIAE Sillumina Bando 1 – Periferie Urbane "Mantova Jazz sezione YOUNG", 47 giovani musicisti, provenienti da tutte le parti d'Italia e da poli di influenza diversi, 13 progetti con composizioni originali di cui 7 femminili, tutti eventi gratuiti.
La selezione che ha permesso a queste giovani proposte di entrare nel cast del Mantova Jazz Festival non è stata un semplice "aggiungi al carrello", ma è stato un percorso che ha seguito il concetto espresso quest'anno dalla rassegna, ovvero cosa le nuove generazioni hanno raccolto e sviluppato dopo 100 anni di jazz ed è stato particolarmente interessante e significativo constatare come siano cresciute le presenze femminili nel mondo fondamentalmente maschilista del jazz. Il via al Mantova Jazz Festival lo darà proprio il 6 ottobre la Sezione Young con Walter Ricci, classe 1989, voce e piano, con una masterclass pomeridiana e in serata il concerto all'Arci Virgilio, il 12 ottobre sarà la volta della masterclass e ...



ORIENTARSI ALL’INNOVAZIONE PER COSTRUIRE FUTURO

JobOrienta2014 Veronafiere FotoEnnevi workshopOrientarsi all'innovazione per costruire futuro: sta in questo titolo il fuoco della riflessione proposta dalla 27a edizione di JOB&Orienta, salone nazionale dedicato all'orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, in programma alla Fiera di Verona da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017.
Al centro, inevitabilmente, la necessità di saldare forti alleanze tra scuola e lavoro, allineando la formazione con i profondi cambiamenti del mondo economico-produttivo e della società, ma pure sollecitando nei giovani la predisposizione all'apprendimento continuo. Convinti che l'industria 4.0 si costruisce a partire dall'innovazione di didattica e formazione, di cui l'alternanza scuola lavoro e l'apprendistato costituiscono significative sperimentazioni. E nella consapevolezza che ad evolvere – accanto alle professioni e alle competenze richieste – è il lavoro stesso, e che l'innovazione non è esclusivamente questione di tecnologie, ma anche di processo e di visione.
Promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – forte del rinnovato successo dello scorso anno, con ben 72mila visitatori, 500 realtà presenti e 200 appuntamenti in calendario –, JOB&Orienta si avvicina ai suoi trent'anni di storia confermandosi evento di riferimento per gli operatori dei diversi ambiti e per studenti, famiglie e giovani. Perché oltre ad essere un luogo di aggiornamento e dibattito per gli addetti ai lavori, il Salone è da sempre occasione importante per le famiglie e per tutti quei ragazzi che hanno necessità di individuare e scegliere con consapevolezza il proprio percorso scolastico; infine per i giovani in cerca di occupazione, ai quali intende fornire strumenti utili a una ricerca attiva e più efficace.
E per chi della formazione ha fatto il proprio mestiere, quest'anno al Salone un'importante novità. Nasce un'intera sezione (all'interno del percorso arancione, spazi espositivi e una saletta per workshop e seminari) dedicata a docenti e dirigenti scolastici: un'opportunità per aggiornare e integrare le proprie competenze su temi come l'alternanza scuola lavoro, le nuove tecnologie per la didattica, l'innovazione dell'apprendimento...
Anche il programma culturale di JOB&Orienta si arricchisce di anno in anno di appuntamenti (convegni, dibattiti e workshop), dedicati alle tematiche più attuali, con ospiti di spicco del mondo dell'economia, della politica e dell'imprenditoria, esperti dei vari ambiti e, soprattutto, tante storie e...

119° FIERACAVALLI 2017 INCONTRA L’ARTE

fieracavalli2016-e1495810463158Il cavallo, protagonista di numerosissime opere d'arte, è da sempre simbolo di libertà e istinto grazie alla sua forza e al suo spirito selvaggio. La 119a edizione sarà l'occasione perfetta per approfondire il rapporto millenario che lega uomo e cavallo. Due le iniziative artistiche in programma da non lasciarvi sfuggire. In collaborazione con la Galleria Giorgio Ghelfi, Fieracavalli dedica la prima monografia allo scultore ticinese Nag Arnoldi a cui si deve il cavallo in bronzo posto all'ingresso della fiera e diventato simbolo della manifestazione: il Cavallone. Distribuita in 5.000 copie durante la manifestazione, la pubblicazione vuole essere un tributo all'artista ticinese scomparso il febbraio scorso e che ha dedicato gran parte del suo lavoro allo studio del cavallo.
L'altro appuntamento imperdibile è al Padiglione 8 (Pala BMW), dove è allestita Equinox. La mostra di videoarte a cura di Rebecca Russo, fondatrice della Fondazione Arte Scienza Videoinsight® di Torino, vede in scena sei artisti internazionali che si confrontano con questo meraviglioso animale affrontando diverse tematiche attuali, che raccontano di liberazione, integrazione culturale e umanità.
Grazie a Fieracavalli vivrete un'esperienza unica, dalla quale tornerete arricchiti di una nuova prospettiva che vi aiuterà a rafforzare il legame con il vostro compagno di avventure.
Fieracavalli ospiterà per il 17° anno consecutivo l'unica tappa italiana della Longines FEI World CupTM: Jumping Verona. Tornerà anche il Cavallo Arabo, nella nuova collocazione al padiglione 9 con il Campionato Europeo di Morfologia targato ANICA (Associazione Nazionale Italiana del Cavallo Arabo) e senza dimenticare il Gran Premio Fieracavalli riservato ai purosangue arabi nati ed allevati in Italia.
Tra i numerosi appuntamenti del calendario sportivo di Fieracavalli anche le KUR di Dressage. Protagonistaassoluta, la pluripremiata atleta olimpionica Valentina Truppa, impegnata con altre tre amazzoni nelle esibizioni di venerdì 27 e sabato 28 ottobre. Valentina, inoltre, ha scelto Fieracavalli per annunciare il ritiroufficiale dalle competizioni del suo fedele compagno Chablis, cavallo più titolato nel Dressage italiano.

Equituristi sempre più consapevoli
grazie a web, guide e simulatori 3d di ippovie
Addio all'equiturista fai da te. Oggi la vacanza in sella si programma con attenzione al dettaglio, dai percorsi più suggestivi in Italia e all'estero, fino alla ricerca degli agriturismi con servizi a misura di cavallo. Un aiuto nella scelta arriva da tour operator e guide specializzate, siti web, ma anche da simulatori virtuali di ippovie. Sono soltanto alcune delle proposte che Fieracavalli riserva anche quest'anno ai 120mila italiani appassionati di questa forma di turismo slow. In un intero padiglione (il numero 1) si possono trovare tutte le informazioni necessarie per fare le valigie e saltare in sella. Si va dalla prima guida Italia a cavallo realizzata da Touring Club e Fieracavalli, fino alle soluzioni più hi-tech.

Info: www.fieracavalli.it

 

A CITTADELLA SI CAMMINA NELLA STORIA TUTTI I GIORNI

FOTO A CORREDO TESTO PRINCIPALERialzati a 15 metri d'altezza, il passo incede sicuro lungo il camminamento in ciottolato, protetto a destra da imponenti archi merlati e a sinistra da un possente muro di protezione.
Nessun accenno di vertigine, nessuna sensazione di smarrimento: i soldati della guardia dovevano correre spediti lungo il giro di ronda destinato al controllo dei confini della città murata!
Mura spesse oltre due metri e 32 torri di varie dimensioni assicuravano perfetta stabilità e ottima visibilità da ogni punto del tracciato ellittico del Camminamento, come dispose il Comune di Padova che nel 1220 lo fece erigere attorno al nucleo di Cittadella. Serviva a tutelare le zone del contado dal Comune di Treviso, che poco distante aveva fondato la città murata di Castelfranco, e a controllare le ambizioni dei signorotti locali.
In forma circolare, sviluppato lungo una circonferenza di 1.461 metri e sovrinteso da 4 torrioni innalzati in corrispondenza delle porte di accesso alla città, il sistema difensivo di Cittadella era costantemente sorvegliato da una ventina di soldati comandati da due podestà, uno a terra e uno sopra le mura.
Oggi come allora è possibile percorrerlo interamente grazie a un'opera di restauro ventennale (culminata con l'inaugurazione dell'8 giugno 2013) che di fatto lo elegge il Camminamento più lungo e meglio conservato d'Europa.
Il percorso costeggia all'interno case, chiese, palazzi, giardini, monumenti, piazze e arene estive, e consente di leggere dall'alto la scacchiera cardo-decumana di epoca romana.
All'esterno è cinto da un ampio fossato, un tempo alimentato da acque sorgive e pescose. Sui torrioni, elevati fino a 30 metri d'altezza, sono state poste delle terrazze panoramiche che invitano lo sguardo a spaziare sulla campagna circostante, i Colli Euganei, i Monti Berici, la Pedemontana e il Monte Grappa. I visitatori in genere percorrono l'intero Camminamento di Ronda in un'ora, soffermandosi sui punti più caratteristici, all'interno dei musei allestiti nelle torri di Porta Bassano e Porta Padova, salendo poi sul Belvedere. Un'esperienza immersiva che catapulta il pubblico addietro nei secoli, consentendo di ammirare il paesaggio e la città da punti di vista inediti e privilegiati. Un'esperienza adatta a tutti, dalle famiglie con bambini ai turisti senior, data l'ampiezza e la stabilità del percorso, alternato a scalinate in ferro allestite nei punti di breccia delle mura, ora ricostruiti. Una visita che si rende ancora più suggestiva nelle sere d'estate, quando è possibile percorrere il Camminamento di Ronda al tramonto, allietati da musica medievale. Oppure di notte, in occasione della Fiera Franca, l'appuntamento più atteso dell'ottobre cittadellese, quando le mura vengono impreziosite dalla luce di miriadi di fiaccole e candele. Queste passeggiate fanno da preludio alla scoperta del centro storico, a una cena tipica nei tanti ristorantini e locali serali, a un po' di shopping nei negozi di abbigliamento e artigianato, a una sosta nel verde parco esterno, provvisto di aree gioco per bambini.
Durante la bella stagione, da aprile a ottobre, è inoltre possibile noleggiare barche a motore o a remi per una gita lungo il fossato che cinge le mura, popolato da carpe, tartarughe e uccelli acquatici. Una prospettiva diversa da cui esplorare la città murata di Cittadella, non più dall'alto ma dal basso, come antichi viandanti in cerca di ospitalità.

20 MODI PER VIVERE FINO A 100 ANNI

FOTO PICCOLA DXI suggerimenti elencati riguardano non solo constatazioni scientifiche, ma pure curiose consuetudini empiriche che possono suscitare solo ilarità.

1. Abbi una coscienza. Nel libro The Longevity Project, Howard S. Friedman e Leslie R. Martin scrivono che, stando alla loro ricerca, "avere una coscienza" è uno dei viatici migliori per aspirare alla longevità. Le persone dotate di coscienza tendono a comportamenti salutistici, e sono mediamente meno soggette ad ammalarsi, e più destinate ad avere successo nelle relazioni sentimentali e sul lavoro.
2. Trova dei motivi per ridere. In uno studio del 2012 pubblicato dalla rivista Aging, i ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine e della Yeshiva University hanno individuato determinati tratti caratteriali condivisi da un gruppo di 243 centenari. Costante in tutti era l'amore per la risata. "Considerano la risata una parte importante della loro vita", scrive il coordinatore della ricerca.
3. Non trascurarsi. Il guru del fitness Jack La Lanne, morto a 96 anni nel 2011, conosceva bene l'importanza di prendersi cura di sé. "È così che mi prendo cura della persona più importante della mia vita: me stesso", scherzava durante il documentario How To Live Forever. "L'esercizio fisico è il re. L'alimentazione la regina. Mettili insieme, e avrai un regno".
4. Getta via il menù d'asporto. Una buona ragione per cucinare: nel 2012 Public Health Nutrition ha rilevato che chi cucina a casa fino a cinque giorni a settimana ha il 47% in più di probabilità di sopravvivere al decennio. I ricercatori hanno preso in considerazione 1888 uomini e donne di Taiwan sopra i 65 anni.
5. Fai Yoga. Ci sono vantaggi eccezionali nel praticarlo, inclusa una riduzione dello stress e dell'ansia, un equilibrio e una flessibilità migliore. Basta chiedere all'istruttrice di yoga Tao Porchon-Lynch, che a 95 anni attribuisce alla pratica yoga la sua vita lunga, sana e felice.
6. Non essere un carnivoro. I vegetariani corrono il 12% di rischi in meno di andare incontro a una morte prematura rispetto ai carnivori. Lo sostiene uno studio degli inizi di quest'anno presentato da JAMA Internal Medicine. La ricerca ha preso in considerazione 73.308 Avventisti del Settimo Giorno (un nuovo movimento religioso cristiano), fra uomini e donne, che non mangiavano carne per ragioni religiose.
7. Spazzolate quei denti. Una cattiva igiene orale è stata associata a un'aspettativa di vita più breve. La salute orale, che si ottiene spazzolando abitudinariamente e usando il filo interdentale, attenua i rischi di malattie cardiache, demenza e infarti.
8. Pedala. Così come una passeggiata veloce, il ritmo con cui pedali potrebbe indicare quanto a lungo vivrai. Nel 2011, guardando i ciclisti di Copenhagen, si è scoperto che chi più pedalava tendeva a vivere cinque anni in più dei più lenti. Quattro per le cicliste più veloci. In entrambi i casi, i ciclisti vivevano in media un po' più dei lenti, a dimostrazione del fatto che l'attività fisica va bene, ma un'attività fisica vigorosa fa ancora meglio.
9. Segui la dieta mediterranea. Gli anziani che seguono una dieta mediterranea , ricca di grassi sani (come l'olio d'oliva), pesce e prodotti della terra, potrebbero avere una vita più lunga di quella di chi non la segue. Lo dice una ricerca pubblicata sulla rivista AGE, che dimostrerebbe come le chance di una vita più lunga aumentino in questo modo del 20%.
10. Smetti di fumare. Ammesso che ci sia veramente bisogno di una ragione ulteriore per scrollarsi di dosso questa dipendenza, le ricerche dimostrano che rinunciare alle sigarette potrebbe aiutare le donne a vivere dieci anni in più. Lo si legge sulla rivista The Lancet, che pubblica uno studio su 1.3 milioni di donne le cui abitudini sono state prese in analisi fra il 1996 e il 2001.
11. Fatti una famiglia. Diventare genitore potrebbe aiutare a vivere più a lungo diminuendo il rischio di problemi di salute, inclusi cancro e malattie cardiache. Tuttavia, sottolinea lo studio pubblicato sulla rivista Science & Medicine nel 2010, il beneficio sembra appannaggio di chi di figli ne ha solo due.
12. Prosegui i tuoi studi.La gente che prosegue i propri studi per almeno 12 anni ha davanti a sé più anni di vita di quelli che non finiscono le superiori. Lo scrivevano i ricercatori di Harvard nel 2008 su Health Affairs, citando dati del National Longitudinal Mortality Study.
13. Non temere l'invecchiamento. Una visione non pessimistica della vecchiaia potrebbe influire sul numero di compleanni che ci si trova davanti. Stando a quanto riportato sul Journal of Personality and Social Psychology, gli adulti con attitudine ad affrontare positivamente l'invecchiamento vivono sette anni in più di coloro che lo vivono con sofferenza. Quindi ogni candelina occorre guardarla come una conquista!
14. Bevi alcol (con moderazione!). Bersi uno o due bicchieri al giorno di una bevanda alcolica potrebbe aiutare le persone di mezz'età e quelle più anziane a vivere di più. Lo si leggeva nel 2010 sulla rivista Alcoholism: Clinical and Experimental Research. Ovviamente, con moderazione, la ricerca infatti mostra che i grandi bevitori hanno un rischio di mortalità aumentato del 42%.
15. Buttati (a pesce) sul pesce. Il consumo di grandi quantità di acidi grassi Omega 3 che si trovano nel pesce, e in alcuni semi e verdure, potrebbe aumentare la tua longevità. Alla School of Public Health di Harvard i ricercatori hanno scoperto che gli anziani coi più alti livelli di Omega 3 nel sangue avevano vite più lunghe in media di 2,2 anni rispetto agli altri.
16. Volatene via. Chi dovesse sentirsi particolarmente in colpa nel prendersi una vacanza, dovrebbe invece prendere in considerazione un'analisi condotta dal Framingham Heart Study, che dimostra come più spesso le persone vadano in vacanza, più a lungo vivano. Bella scoperta, si dirà, ciononostante sono numericamente rilevanti gli individui che rinunciano a periodi di vacanza per eccesso di laboriosità, o per riluttanza ai viaggi, o addirittura per eccesso di risparmio.
17. Impegnati (sotto le lenzuola). Trascorrere un po' di tempo in più tra le lenzuola potrebbe regalarti altri anni di vita. Nel 2010 uno studio condotto su 1.165 uomini di mezza età ha mostrato che l'attività sessuale condotta una volta al mese, o meno, è legata a un 45% di rischio in più di andare incontro a malattie cardiache rispetto a chi lo fa dalle due alle tre volte a settimana. Lo riferisce WebMD. E le donne che fanno sesso possono vivere fino a 8 anni in più di quelle che non lo fanno.
18. Fatti le tue ore di sonno. Basta consumare la candela da ambo i lati. La gente che non dorme abbastanza muore più giovane di quella che gode di sufficiente riposo. Nel 2010 è stato scoperto che gli uomini con meno di sei ore di sonno a notte hanno una probabilità quattro volte più elevata di morire in un periodo di tempo di 14 anni. Gli autori della ricerca sostengono che questo nesso è "un rischio sottostimato".
19. Ma non troppe. Non accorciare il tuo sonno, ma non esagerare nemmeno. Una serie di ricerche indicano che più di nove ore nella terra di Morfeo accrescono il rischio di problemi di salute e di una morte prematura. Uno di questi studi calcola che i dormiglioni hanno il 30% di possibilità in più di una morte prematura di chi dorme dalle sette alle otto ore per notte.
20. Adotta un cucciolo.
Le ricerche dicono che i proprietari di cani e gatti tendono a vivere di più. Una di queste ha scoperto che avere un gatto può ridurre il rischio infarto di quasi un terzo. Un'altra che i proprietari di cani (o anche solo quelli che passano un po' di tempo a coccolarli) affrontano meglio la solitudine, la depressione, nonché altri problemi legati allo stress.

L’ULIVO ED IL FRANTOIO MANESTRINI INSIEME HANNO UNA LUNGA STORIA

IMG 0466Il Frantoio Manestrini produce olio extravergine di oliva sul Lago di Garda dal 1960, un olio di alta qualità e dalle connotazioni sensoriali inconfondibili.
Comparsa per la prima volta probabilmente nell'Asia occidentale, la pianta dell'ulivo si diffuse in tutta l'area mediterranea, dove il suo culto fu consacrato da tutte le religioni. Il Frantoio Manestrini nasce sulle rovine di un antico convento Francescano del 12° secolo. In loco si trovano testimonianze della coltivazione dell' ulivo, simbolo di spiritualità e sacralità. Grazie alle sostanze antiossidanti contenute sia nella pianta che nell'olio, l'ulivo è sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e valore, l'olivo rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione.

A conferma della millenaria storia dell'ulivo ricordiamo come la tradizione pone di fronte all'antica Gerusalemme il "Monte degli Ulivi", o come la bellezza di questa pianta sia cantata spesso nell' "Antico Testamento" (Sono circa settanta le citazioni che se ne fanno nella bibbia.
D'altra parte che questo fosse un simbolo è chiarito anche dall'episodio della colomba che torna all'arca di Noè tenendo nel becco un rametto d'olivo. Ed è un rametto di olivo benedetto che viene distribuito a tutti i fedeli la Domenica delle Palme, in ricordo della resurrezione e come simbolo pace.
Nell'antica Grecia agli Ateniesi vincitori venivano offerti una corona di ulivo ed un'ampolla d'olio; mentre gli antichi Romani intrecciavano ramoscelli di ulivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.
L'olio spremuto dalle olive non era soltanto, nell'antichità, una risorsa alimentare; era usato anche come cosmetico e come coadiuvante nei massaggi.
Inoltre, gli atleti, in particolare coloro che si dedicavano alla lotta, usavano cospargere i muscoli di purissimo olio, sia per il riscaldamento degli stessi, sia per contrastare la presa degli avversari.

In un pur breve excursus storico non possiamo dimenticare che la cultura dell'olio di oliva è giunta sino a noi, attraverso il Medioevo, per opera di alcuni Ordini religiosi come è successo per il Frantoio Manestrini
Passeggiano per l'uliveto del Frantoio si possono trovare delle testimonianze di ciò: ci sono piante millenarie e reperti storici in pietra che servivano per la produzione dell'olio nell'antichità.
Il Frantoio Manestrini ora usa le più moderne tecnologie di estrazione che garantiscono una qualità dell'olio più elevata rispetto ai sistemi antichi. Il Frantoio Manestrini ha aperto nel 1960 con un sistema di estrazione tradizionale, che utilizzava le molazze (ruote) in granito e le presse con i dischi di juta. Nel tempo il sistema di estrazione si è evoluto passando al ciclo continuo, macchinari moderni in acciaio inox che garantiscono temperature controllate e pulizia.
Il Frantoio Manestrini produce olio extra vergine di oliva Garda DOP, oli monovarietali Calsiva e Leccino, oli aromatizzati, prodotti sott'olio, vino e cosmetici all'olio ricchi di polifenoli ed antiossidanti.
Accoglienza e attenzione, sono le doti che caratterizzano quest'azienda, anche per una semplice degustazione d'olio extra vergine di oliva o il ricercato olio Garda Dop.

Il Frantoio Manestrini ha una vasta gamma di prodotti cosmetici all'olio extra vergine di oliva quali: Creme viso, creme mani e corpo, bagni doccia, shampoo ed altri ancora.
Presso il Frantoio Manestrini è possibile trovare, oltre all'olio ed ai cosmetici anche molti prodotti tipici gardesani: vini, grappe, olive e verdure sott'olio, oli aromatizzati, sughi e pasta. Tutti prodotti che si possono assaggiare durante l'aperitivo del Martedì.

Accoglienza e attenzione, sono le doti che caratterizzano quest'azienda, anche per una semplice degustazione d'olio extra vergine di oliva o il ricercato olio Garda Dop.
Il Frantoio Manestrini vi aspetta per degustare l'olio dal lunedì a sabato nei seguenti orari: 9-12.30 e 14,30-18,30

Il Frantoio Manestrini si trova a Soiano del Lago (BS) via Avanzi 7, GPS N 45.52616°, E 10.50980° – Tel +39 0365 502231 www.manestrini.it

Anche su facebook (Frantoio Manestrini) Instagram (Oliomanestrini)

LA VITA NON FINISCE CON LA DIAGNOSI IL SENTE-MENTE® PROJECT UN MODELLO INNOVATIVO PER UN MONDO SOCIO-SANITARIO MIGLIORE

FOTO 1Mai come in questi ultimi anni si sente parlare così tanto di demenza.
In Italia con-vivono con il morbo di Alzheimer circa 600 mila persone ed è stata definita la "malattia del secolo".
Quando ci si trova a ricevere una diagnosi di demenza, la famiglia è portata con naturalezza a vivere un senso di impotenza e frustrazione.
Nonostante il ricorso a servizi pubblici o assistenza privata sia in aumento, le famiglie si ritrovano a dover trasformare il proprio equilibrio in un nuovo modo di vivere, spesso sconosciuto.
La notizia della diagnosi viene spesso subita e segna la vita della persona e della famiglia in modo netto, generando paragoni tra il prima e il dopo della malattia.
Sono numerose le informazioni riguardo a ciò che la malattia porta via, alle fasi che possono esserci durante il passare degli anni e altro ancora che sottolinea i limiti.
In realtà si possono diffondere anche opportunità che donano qualità alla vita nonostante la diagnosi.
Un progetto innovativo si sta sviluppando a livello nazionale, il Sente-Mente® Project, nato nel 2014 da un'intuizione di Letizia Espanoli, formatrice che da 29 anni lavora con serietà e professionalità nell'ambiente socio-sanitario.
Il nome del progetto nasce da una trasformazione culturale del termine "De-mente" in "Sente-Mente", infatti, grazie ai recenti studi è stato dimostrato che la vita emotiva è preservata nelle persone che con-vivono con la demenza . Anche se la loro capacità di conservare i ricordi, il linguaggio o il ragionamento potrebbe deteriorarsi, la loro abilità di provare emozioni e percepire le emozioni degli altri rimane forte fino alla fine. (Feelings Without Memory in Alzheimer Disease)
La persona non è più considerata come demente, ma una persona che sente le sue emozioni e quelle delle persone accanto.
La malattia, quindi, non è solo tempo di fatiche, ma può essere l'inizio di un viaggio che apre a nuove opportunità.
Il Sente-Mente® modello da voce alle famiglie ed alle persone che con-vivono con la demenza e crea opportunità di allenamento per svelare, con strumenti semplici ed innovativi, le possibilità che ci sono nonostante la diagnosi.

DIAMO VOCE A CHI CON-VIVE CON LA MALATTIA

I veri maestri sono coloro che con-vivono con la malattia.
Ma chi sono i veri maestri? Le persone che con-vivono con la demenza sono coloro che meritano di avere la parola per primi. Ecco perchè Letizia Espanoli ha scelto di scrivere il suo prossimo libro "La vita non finisce con la diagnosi" creando uno spazio dedicato a queste voci.
Persone straordinarie che distillano le vere possibilità che ci sono in questo loro nuovo modo di vivere la vita.
"vivere oltre la diagnosi per me significa, ho l'Alzheimer, ma l'Alzheimer non ha me. Anche se mi è stato diagnosticata questa malattia incurabile e sapendo che il destino mi aspetta, non voglio cedere a questa malattia e nascondermi dietro...E' arrivato il tempo per capire la persona, non solo la malattia."
È Harry Uban che parla, una persona coraggiosa e semplice che con-vive con la demenza da circa 13 anni. Vive in Pennsylvania insieme a sua moglie Hazel, e tutti i giorni pubblica sulla sua pagina personale di Facebook post con riflessioni e spunti davvero interessanti che profumano di vita.
Il Sente-Mente® non si ferma mai ed è in continua formazione, ricerca ed evoluzione e per questo non si limita ai soli confini italiani.
Come afferma Letizia Espanoli : "Per comprendere la demenza dobbiamo uscire dagli schemi comuni. Abbiamo bisogno di una ventata di aria fresca che crei nuove parole, paradigmi, possibilità ed intuizioni. Ho compreso che in ogni persona che con-vive con la malattia, c'è un potenziale di vita, c'è una presenza vitale che merita di essere incontrata".
Letizia Espanoli, con la collaborazione di Monica Manzoni ed Ilaria Filzi, ha quindi scelto di formare dei professionisti dell'area sociosanitaria- i Felicitatori- che attraverso i Sente-Mente® Laboratori, dedicati alle famiglie, possono creare un reale cambiamento sul territorio nazionale.

C'E' SPAZIO PER OGNI SFUMATURA
Ricordo nei dettagli quando guardavo mia nonna e vedevo prima le difficoltà e tutto quello che la malattia ci stava portando via giorno dopo giorno.
Sentivo l'ingiustizia della sua sofferenza nell'essere ospite di quella carrozzina.
Potevo provare a chiederle continuamente "chi sono io?" e provare rabbia perché non riusciva ad esprime più a parole le sue emozioni.
Potevo pensare a quanti ostacoli ha dovuto affrontare nella vita e non darmi pace, perché proprio non se lo meritava di vivere così gli ultimi anni della sua vita!
La verità è che i primi anni della malattia di mia nonna li ho vissuti proprio così, seguendo quei "potevo...".
Poi sulla mia strada personale e professionale ho incontrato il Sente-Mente®...e tutto ha preso colore!
Anche il nero è un colore, ma so che in questa vita c'è spazio per ogni sfumatura.
Non è poesia ma frutto di allenamento quotidiano.
Sono Elena Mantesso Felicitarice del Sente-Mente® Project e da oggi sarò con voi su questa pagina, dedicata alla vita, quella vita che non finisce con la diagnosi.

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