• Home
  • Ristoranti e Vini
  • Cucina
  • Salute & Bellezza
  • Intrattenimento
  • Fashion
  • Viaggi
  • Eventi
  • Attualità
AREA RISERVATA

Login to your account

Username
Password *
Remember Me
Back Sei qui: Home Attualità

Attualità

OLYMPIAREGION SEEFELD, UN CLASSICO SENZA TEMPO

13L’Olympiaregion Seefeld in Tirol accoglie grandi e piccini sia d’inverno sia d’estate, in un contesto paesaggistico spettacolare che offre una grande varietà di svaghi ed intrattenimenti al fine di rende-re ogni soggiorno indimenticabile. La regione è circondata dal più maestoso dei parchi naturali delle Alpi Orientali, il parco alpino Karwendel, che racchiude un numero cospicuo di biotopi, foreste primordiali e corsi d’acqua selvaggi, dall’area protetta del Wildmoos, dal gruppo del Wetterstein e dal monte Hohe Munde. L’altopiano di Seefeld si colloca a una quota di 1,200 metri s.l.m. e si espande verso Sud. È uno degli altopiani più soleggiati del territorio austriaco. La regione è composta da 5 frazioni: Seefeld, Leutasch, Mösern-Buchen, Reith e Scharnitz ed è così in grado di offrire divertimento e una grande varietà di attrazioni per sportivi, amanti della natura, edonisti di ogni genere, persone in cerca di relax e per le famiglie.E’ raggiungibile in poche ore dall’Italia percorrendo l’autostrada A22 Modena-Brennero si prosegue direttamente sull’ A12. Vige l’obbligo della vignetta austriaca.


SEEFELD
Seefeld in Tirolo è una località nel cuore delle Alpi tirolesi che accoglie i turisti in qualsiasi stagione dell’anno con il suo fascino tradizionale e uno stile di vita urbano a 1.200 metri di quota.
nserita nel paesaggio montano mozzafiato dell’altopiano, questa località idilliaca vi offre vacanze ricche di sport e attività ricreative per tutta la famiglia.

LEUTASCH
Il carismatico comune montano di Leutasch si trova ad un’altitudine di 1.136 metri in una valle di montagna soleggiata, circondata da un’affascinante cornice montana e da un paesaggio naturale straordinario. L’altopiano alpino si estende per oltre 16 chilometri, ed è suddiviso in 24 frazioni.Mösern Buchen, © Olympiaregion Seefeld

MÖSERN-BUCHEN
Sull’altopiano di Seefeld, a 1.245 metri di altitudine, si trova il soleggiato villaggio di montagna di Mösern con il borgo di Buchen.
Con una vista panoramica stupenda sulla Valle dell’Inn verso l’Arlberg e sulle montagne circostanti, Mösern-Buchen colpisce per il fascino familiare e propone vacanze in un’esclusiva oasi di tranquillità.
REITH
A 1.130 metri di altitudine, sull’altopiano di Seefeld, sorge il pittoresco comune montano di Reith. Questo ospitale villaggio tirolese sorprende piacevolmente per la cordialità e per la vista panoramica mozzafiato sulla Valle dell’Inn. È un vero paradiso in cui trascorrere una vacanza lontano dallo stress della quotidianità.Scharnitz in ‘Tirol

SCHARNITZ
La porta che conduce alla maestosità dell’area naturale protetta del Karwendel, il parco naturale più bello ed esteso delle Alpi Orientali, si schiude a Scharnitz, località posta sul confine tra Tirolo e Baviera, incastonata in un paesaggio montano affascinante.

LE NOVITÀ DELL’ESTATE 2018 PRESSO L’OLYMPIAREGION SEEFELD IN TIROL
Vacanze ricche e varie, di altissimo livello. Uno stile di vita nordico: sport, divertimento, tante proposte, un’esperienza totale che coinvolge tutti i sensi. Una regione ricca di tradizioni con una vasta offerta sportiva e culturale. Novità imperdibile: i nuovi percorsi didattici con tante cose da scoprire. Oltre 650 chilometri di itinerari segnalati per trekking, mtb, arrampicata. In esclusiva nell’arco alpino: sentieri escursionistici senza barriere.
YOGA. Ricaricarsi nella natura per ritrovare pace e serenità
Lo yoga è ricerca di se stessi, lavora su livelli ormonali, sull’accettazione di noi stessi, dal respiro e dal corpo, che rifornisce di nuova energia . La natura stessa è parte integrante dello yoga: un legame racchiuso nelle antichissime origini della disciplina stessa.
Gli antichi Rishi, infatti, i saggi indiani che in meditazione hanno ricevuto gli asana dello yoga, vivevano nella natura, tra le vette dell’Himalaya, e percepivano direttamente dentro di sé l’energia degli esseri naturali.
Per questo non esiste luogo più adatto alla ricerca del sé che l’Olympiaregion Seefeld
Aria purissima, un ambiente alpino spettacolare che non teme paragoni, panorami mozzafiato e la quiete assoluta che caratterizza questa regione sono i presupposti affinché, durante le sessioni di yoga, la distensione si innesti senza alcuna fatica. A Seefeld si concentrano energie positive capaci di enfatizzare l’apertura dei canali, le cosiddette “porte della percezione”. Molte strutture ricettive propongono settimane a tema.

E-BIKE
Dall’estate 2018 presso la regione olimpica di Seefeld saranno a disposizione ben 250 E-Bike a noleggio. Con oltre 570 km di percorsi per bici, e-bike e mountain bike, in tutti i gradi di difficoltà, la regione sta puntando a diventare una delle “regioni Premium“.
Grazie all’aiuto del motore elettrico sempre più persone si avvicinano al mondo della bici. Salite che prima sembravano invalicabili, con le E-bike diventano facili. La gita che dapprima sembrava troppo lontana risulterà ad un tratto facilissima. La piacevole “pedalata assistita“ offre una nuova e divertente esperienza in bici. Info www.seefeld.com/it/ebike

TOUR DELLE MALGHE DEL KARWENDEL
Un’escursione di sei gironi nel più grande parco naturale di tutta l’Austria significa molto di più di percorrere 60 chilometri e 7.000 metri di dislivello.
Fare un’escursione plurigiornaliera lungo l’alta via del Karwendel significa scoprire il fascino del Karwendel, dalle valli alle vette. Significa pernottare in cinque eccellenti rifugi di montagna e vivere con ogni passo le meraviglie della natura alpina tirolese. La nuova alta via del Karwendel vi porterà attraverso il tratto meridionale dei monti del Karwendel che si trova in Tirolo.
I vari cambi di prospettiva tra la maestosa solitudine del paesaggio montuoso e la vita movimentata della valle Inntal offrono un’esperienza unica. L’alta via comincia dall’altopiano di Seefeld e percorre foreste e alpeggi, portando in alta montagna, dove è quasi sicuro che si potranno osservare i camosci. Escursionisti attenti potranno vedere anche molti altri abitanti della natura alpina. Si pernotterà in una selezione di rifugi e club alpini rinomati per la loro qualità e la loro ospitalità eccezionale.
La via alta del Karwendel non è adatta per alpinisti principianti o per bambini, l’offerta è diretta a escursionisti esperti che oltre a non soffrire di vertigini, devono essere in buone condizioni fisiche e sentirsi sicuri in montagna. Il periodo migliore per percorrerela via alta del Karwendel è da giugno a settembre. Info dettagliate su:
https://karwendel-hoehenweg.at/

IL LAGO ARTIFICIALE AL GSCHWANDTKOPF
In quanto sede dei Mondiali di sci nordico nel 2019, l’Olympiaregion Seefeld vi si sta già preparando. Infatti, il nuovo lago artificiale al Gschwandtkopf renderà possibile la produzione di neve per gli anelli di fondo, specialità sportiva di cui Seefeld è la regina incontrastata, fornendo 60 litri d’acqua al secondo. Tuttavia, il laghetto non è solo di mera utilità d’inverno ma, d’estate, particolarmente indicato come luogo dal quale godere di una vista panoramica mozzafiato su tutta la vallata.

 

ATHENA E JULO TORNANO ALLA VITA SELVATICA: CRONACA DI UNA REINTRODUZIONE IN NATURA

11bMartedì 15 maggio, all'alba - Controllati i microchip, documenti veterinari in ordine, provette con il sangue congelato di Athena e Julo presenti in dotazione: è tutto pronto, i due bisonti europei salgono sul camion e alle 5:26 del 15 maggio ha inizio il loro viaggio verso la reintroduzione in natura. Alle 9:00 staff e bisonti erano sul confine con la Slovenia, a separarli dai Monti Tarcu altri 1.000 kilometri e ancora l'Ungheria da attraversare. Arrivo previsto per le 19:00.
La mattina successiva, mercoledì 16 maggio, Athena e Julo, i due fratelli di uno e due anni e mezzo nati al Parco Natura Viva di Bussolengo, sarebbero stati gli unici bisonti europei nati in Italia ad essere reintrodotti in natura tra le foreste dei Carpazi meridionali, in Romania, nell'ambito del progetto europeo LIFE "RE - Bison". Insieme a loro, altri 8 esemplari provenienti dalla Germania e dalla Romania stessa.
"Athena e Julo sono tranquilli, stanno viaggiando davanti a noi e hanno affrontato bene queste prime fasi del loro viaggio", spiegava Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva, mentre in auto seguiva i bisonti insieme al resto dello staff. "Al Parco è rimasta Penelope, la loro sorellina di 10 mesi, ora sola con mamma e papà. Durante il caricamento si è posizionata in modo da riuscire a vedere tutto ed è probabile che per i primi tempi risenta un po' di non avere più la compagnia dei suoi fratelli". Julo era il suo compagno di gioco prediletto, insieme giocherellavano spesso testa contro testa, anche se lei non aveva ancora che delle piccole corna appena accennate. E allora Julo andava a confrontarsi seriamente con il papà, in quelle prove di forza che servono per diventare grandi. Athena invece, da brava sorella maggiore di entrambi, si preparava a partire per la vita selvatica misurandosi con i compiti "materni", aiutando la mamma ad accudire Penelope nelle sue esuberanze quotidiane.
Sin dal momento della partenza di Athena e Julo, il reparto dei bisonti europei al Parco Natura Viva è sembrato subito un più grande e un po' meno vivace, complice anche la pioggia incessante di quei giorni. Ma nulla è mai stato più importante di riportare il più grande mammifero terrestre europeo a calcare i suoli che gli appartengono, dai quali è scomparso a causa della pressione dell'uomo alla metà del secolo scorso.

Mercoledì 16 maggio - Athena è scesa per prima. Un'esitazione di qualche minuto ed era giù dal camion, a calpestare la terra dei Carpazi meridionali che ha visto estinguersi la propria specie alla metà del secolo scorso. Julo, suo fratello minore, è stato più titubante: un'annusata a chi gli ha aperto il portellone e poi si è accorto che Athena stava tornando indietro a verificare che la seguisse. Allora un salto ed è sceso anche lui. Poi insieme, i due bisonti europei sono spariti sulla collina, tra le foreste dei Monti Tarcu, in Romania. Entrambi si sono voltati un momento prima di andar via e allo staff del Parco Natura Viva - che li ha visti nascere, li ha allevati e li ha accompagnati in un viaggio durato 2 giorni - è piaciuto pensare che accennassero un saluto. Dopo di loro, sono scesi gli altri esemplari dalla Germania e dalla Romania stessa.

Giovedì 17 maggio - Oggi sui Monti Tarcu vive una mandria libera di 50 bisonti europei, tutti nati in parchi zoologici d'Europa e reintrodotti in natura a partire dal 2014, anno in cui prese avvio il progetto LIFE+ "Re-Bison". A guidarla Ulisse, fratello maggiore di Athena e Julo, che arrivò qui proprio in quell'anno e che divenne presto il maschio dominante. "Ma i tre fratelli, unici "italiani" tra tutti, dovranno attendere ancora almeno un anno per ricongiungersi", precisa Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo. "Athena e Julo dovranno trascorrere il primo periodo di acclimatazione in 160 ettari, dove dovranno prendere confidenza con il nuovo habitat, stabilire una nuova struttura sociale e fare i conti con il fatto che d'ora in poi il cibo andrà procacciato. Solo dopo aver superato questa fase, apriremo l'ultimo cancello sulla vita integralmente selvatica e forse, i tre si ritroveranno".
L'obiettivo del progetto è raggiungere una mandria libera di 100 esemplari entro 2 anni, con il compito di rifondare la popolazione. Intanto, i piccoli nati da 4 anni a questa parte segnano il punto di ritorno dall'estinzione del più grande mammifero terrestre europeo. E sono - con tutta probabilità - figli di Ulisse. Bisonte europeo selvatico, nato in un parco zoologico italiano.



FESTIVAL ARENIANO MAGICHE ATMOSFERE DI NOTE E SPETTACOLO


6La 96ma edizione dello storico Festival lirico in scena all'Arena di Verona dal 22 giugno al 1° settembre 2018 per 47 serate vedrà impegnati, insieme ai Complessi artistici e tecnici areniani, grandi interpreti di fama internazionale.
Il Festival sarà inaugurato da una nuova produzione di Carmen di Georges Bizet, opera tra le più rappresentate al mondo, per proseguire con grandi classici proposti in suggestivi allestimenti, oltre al ritorno di Nabucco di Giuseppe Verdi nella messa in scena che ha inaugurato la stagione estiva 2017. Il programma presenta cinque titoli d'opera: oltre a Carmen e Nabucco, Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
Arricchiscono il cartellone due imperdibili serate-evento: Roberto Bolle and Friends, immancabile appuntamento con la danza, e la Special Opera Night per un Festival unico al mondo, che da oltre cento anni continua a stupire ed emozionare il grande pubblico.
Il Festival 2018 inaugura il 22 giugno con Carmen, capolavoro di Bizet apprezzato in particolar modo dagli spettatori dell'Arena: l'opera è proposta per 13 serate in un nuovo allestimento tutto da scoprire a firma del regista argentino Hugo de Ana. Repliche: 29 giugno ore 21.00 – 6, 11, 17, 21 luglio ore 21.00 – 3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto ore 20.45. Come da tradizione la sera successiva, il 23 giugno, debutta l'opera simbolo della stagione areniana: Aida di Verdi, proposta per 16 date nell'imponente messa in scena ideata nel 2002 da Franco Zeffirelli e arricchita dai costumi di Anna Anni. Repliche: 28 giugno ore 21.00 – 8, 10, 14, 19, 22, 27 luglio ore 21.00 – 2, 5, 7, 11, 19, 23, 29 agosto ore 20.45 – 1 settembre ore 20.45.
Il terzo titolo in programma per 5 recite dal 30 giugno è Turandot di Puccini, proposto nella lettura nata nel 2010 dal genio di Franco Zeffirelli, che ne firma regia e scene, con i costumi del premio Oscar Emi Wada. Repliche: 5, 13, 18, 26 luglio ore 21.00. 1 Dal 7 luglio per 6 appuntamenti torna Nabucco di Verdi nell'applaudito allestimento che ha inaugurato il Festival 2017 con regia e costumi di Arnaud Bernard e scene di Alessandro Camera. Repliche: 12, 20, 28 luglio ore 21.00 – 10, 18 agosto ore 20.45.
Infine, dal 4 agosto per 5 serate Il Barbiere di Siviglia di Rossini trasforma l'anfiteatro romano nel grande giardino creato da Hugo de Ana nel 2007 con le divertenti coreografie di Leda Lojodice. Repliche: 8, 17, 24, 30 agosto ore 20.45.
Ma le sorprese non finiscono qui: il 25 luglio torna, per il quinto anno...

ANSELMO CASTELLI, ORA VI AIUTO A GESTIRE L’ECONOMIA QUOTIDIANA

10BIstruzione, formazione, lavoro.
Questi sono i pilastri fondamentali dell'intensa vita professionale di Anselmo Castelli.
Lo studio e l'aggiornamento continui. L'insegnamento, la condivisione del sapere e della conoscenza pratica. Ed infine l'etica, il rigore, la serietà professionale. Questi tre principi sono da sempre il motore che muove ogni attività del ragioniere commercialista Anselmo Castelli di Castel Goffredo.
Fin dagli anni '70 affianca la professione di consulente aziendale con quella di insegnante di ragionieria. Da lì, il passo è breve: dagli studenti ai professionisti. Si inventa un metodo per insegnare ai propri colleghi, uno strumento per mantenersi aggiornati con le continue evoluzioni del Fisco e dell'economia, per trasmettere la propria conoscenza, l'esperienza concreta della professione e anche la propria passione per il lavoro. Nei primi anni '80 realizza una rivista con un peculiare e caratteristico formato grafico molto schematico, ormai nota pressoché a tutti i commercialisti italiani, tiene conferenze di aggiornamento da Mantova alla Sicilia e fonda una casa editrice, diventando, quindi, anche editore e imprenditore. La rivista si chiama Ratio, la casa edtrice è il Centro Studi Castelli e il direttore responsabile è tutt'oggi lui: Anselmo Castelli.
In uno scenario di forte complessità, costante evoluzione normativa, necessità di avere informazioni sempre aggiornate e a grande velocità, il direttore della casa editrice ci illustra come si è evoluta di conseguenza la sua azienda. «Negli anni siamo passati da una sola rivista e pochi servizi informativi a quello che oggi chiamiamo Sistema Ratio: un'offerta editoriale formata da 10 periodici, tra pubblicazioni mensili e trimestrali, decine di circolari informative a diversa periodicità, collane di volumi e manuali di base, banche dati e sistemi di ricerca on line, app mobile e servizi digitali, formazione in aula e in e-learning. Il tutto con la nostra attenzione inconfondibile agli aspetti operativi e al risvolto pratico delle informazioni»
Il Centro Studi Castelli, quindi, si rivolge soprattutto ai professionisti della consulenza tributaria, aziendale e del lavoro occupandosi di tematiche fiscali, amministrative, contabili, per l'ammimnistrazione del personale fino alle molteplici aree di consulenza specializzata: revisione contabile, fiscalità immobiliare, cooperative, enti nonprofit, pratiche societarie, contenzioso tributario, area gestionale e finanziaria.
Da molti anni è stato raggiunto il traguardo dei 10.000 clienti, ma il ragioniere ha un temperamento vulcanico e prosegue ad investire nel suo Sistema Ratio. «Negli ultimi anni stiamo evolvendo verso nuovi target», prosegue infatti Anselmo Castelli «continuando a fare quello che ci riesce meglio: informare con semplicità, offrire strumenti operativi subito utilizzabili, soluzioni pratiche ai problemi concreti di ogni giorno. Così come facciamo con i professionisti e gli addetti contabili, abbiamo cominciato a rivolgerci, con pubblicazioni e riviste specifiche, direttamente agli imprenditori ed anche ad ogni privato cittadino e nucelo familiare.»
L'ultima scommessa della casa editrice è Ratio Famiglia: un mensile che offre idee e suggerimenti pratici in tema di fisco, agevolazioni, banche, lavoro, casa, ambiente, auto, assicurazioni, salute e benessere, alimentazione, turismo responsabile.
Il direttore spiega l'idea della collaborazione editoriale con il nostro mensile, MCG MantovachiamaGarda: «Così come Ratio, la rivista capostipite di tutta la produzione editoriale, è cresciuta irradiandosi da Castel Goffredo, sull'asse Mantova-Brescia e via via si è diffusa negli anni in ogni provincia italiana, il Centro Studi Castelli cerca di fare la stessa cosa con Ratio Famiglia. Nel cercare, quindi, nuovi partner strategici e sinergie, abbiamo pensato a MCG MantovachiamaGarda, che insiste sul nostro stesso territorio di provenienza e con la quale abbiamo pensato di poterci integrare e completare a vicenda.»

FREE TIME, OCCUPAZIONE O PREOCCUPAZIONE DI TEMPO?


FOTO SINISTRALo scrittore francese Marcel Proust andava "Alla ricerca del tempo perduto", a un secolo di distanza noi sembriamo andare alla ricerca del tempo libero (perduto), sfuggente e illusorio quanto il sapore della madeline. Secondo il profilo tracciato dal nuovo Osservatorio mensile Findomestic/Doxa 6 italiani su 10 non sanno cos'è il time off. Il nostro paese, contravvenendo a stereotipi e cliché, fatica a concedersi svago e relax.
Ma cos'è il tempo libero? E perché ne abbiamo sempre di meno? Dare una definizione soddisfacente è una questione piuttosto critica che ha scomodato, e continua scomodare filosofi e studiosi. Genericamente possiamo dire che è il tempo che non viene impiegato in attività lavorative o domestiche necessarie. Dare una risposta alla seconda domanda è più semplice. Abbiamo meno tempo per noi perchè i ritmi lavorativi si sono modificati, hanno superato le canoniche ore di ufficio e si sono insinuate nella vecchia "zona franca" che ci permetteva di staccare la spina. Colpa del progresso, colpa di social e devices che ci raggiungono sempre e ovunque portando in dono un carico di mail e di problemi lavorativi. La materia comunque è seria, i "Leisure studies" sono di fatto una vera e propria disciplina accademica. Vengono prese in esame tutte quelle attività che concernono il piacere inteso come divertimento, intrattenimento e benessere dell'individuo.
LA VERSIONE DI ADORNO
«Ich habe kein Hobby» io non ho nessun hobby, con queste parole il filosofo tedesco Theodor Wiesengrund Adorno, nel 1969, attacca uno dei pilastri fondamentali della società occidentale: il tempo libero. Quello che lui considera un'illusione della società industriale: un tempo non lavorativo messo a disposizione delle masse appena escono dai luoghi di lavoro. Non un successo ma un inganno, uno stand-by creato ad arte per rabbonire le classi più deboli e illuderle di non dover solo produrre. Rispetto all'ozio del mondo antico che era riservato alle classi superiori e alle loro attività intellettuali, il tempo libero moderno è una truffa, uno specchietto per le allodole che trasforma lavoratori in pausa in consumatori accondiscendenti. Un meccanismo perfetto: lavora e produci, riposa e consuma. È tempo per il divertimento, ovvero dello sviare, del distogliere dai problemi. Se il tempo libero fosse realmente ispirato all'ozio sarebbe speso nella riflessione, nella comprensione, nella coscienza. E proprio in presenza di queste tre attività che si progettano i cambiamenti, che si notano le falle, che nascono le rivoluzioni e i cambiamenti dello status quo. Ecco perché, secondo Adorno, il nostro tempo libero è un fake. Meglio sospendere la coscienza, lasciarsi intrattenere dalla lobby degli hobby e dei divertimenti in attesa che la sveglia squilli alla stessa ora il mattino seguente.
IL CASO ITALIANO
Abbandonati i pensieri filosofici per calarci nel quotidiano possiamo dire che, il quadro dipinto dalle statistiche ricalca fedelmente la situazione italiana attuale, confermando e dando spunti di riflessione sulla situazione socio-economica del paese.
MASCHI VS FEMMINE
Il tempo libero è anche -soprattutto- questione di genere. I soggetti deboli ahimè sono, anche in questo caso, le donne. Solo il 26,8% di queste riesce a ritagliarsi due ore a settimana di tempo libero e il 7,3% non trova alcun momento per sé. Il fronte maschile vede i dati ribaltarsi. Pochissimi gli uomini, circa 3,3%, che affermano di non avere tempo libero a disposizione. Le differenze oltre che quantitative sono qualitative. Ad esempio la lettura è prettamente femminile: le lettrici abituali sono il 36,9%, mentre gli uomini si fermano al 20,8%. Appannaggio delle donne è anche lo shopping (18,2% contro l'11,1% degli uomini). Sport targati al maschile lo (33% uomini e 23,8% donne) e il video-gaming (7,1% uomini e 0,9% donne). A differenza di ciò che avviene per il genere, l'età non è un fattore determinante per la scelta degli hobby. Anzi, se siamo portati a credere che giovani siano i maggiori utilizzatori di social network e internet, questo studio ci smentisce. I 55-64enni passano online molto più tempo libero di quanto non facciano i 25-34enni.
NORD VS SUD
Il divario nord-sud non si esime dal figurare in questa statistica e traspare dal modo in cui il free time viene impiegato. Analizzando gli hobby più diffusi nelle diverse aree d'Italia si evidenziano differenze. Il record di lettori spetta al Nord-Ovest con il 33,5%, al Sud la cifra si dimezza 19,5% sono gli habitué della lettura. Sempre nel meridione ...

FRANTOIO MANESTRINI, OLIO E NON SOLO

12Il Frantoio Manestrini è un’azienda presente sul territorio da molti anni e partecipa a varie manifestazioni nazionali e internazionali del comparto agroalimentare e vitivinicolo Italiano. 

La storia dell’azienda Manestrini risale al 1880, quando la famiglia acquisì un antico casale padronale, sorto sulle rovine di un convento Francescano del 1300. L’azienda agricola piantò i primi ulivi ben oltre 100 anni fa’ e da allora segue con passione e dedizione gli uliveti ed il frantoio. Produce olio extravergine d’oliva, olio DOP Garda Bresciano e i monovarietali “Casaliva” e “Leccino”. Oli prodotti secondo la tradizione da olive appena raccolte e con moderni criteri di estrazione.
La qualità dell’olio prodotto viene riconosciuta e premiata ogni anno da importanti concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali il prestigioso Concorso Nazionale Ercole Olivario per la qualità e la guida Flos Olei.
L’azienda Manestrini è molto attiva e partecipe nel fare “sistema”, che proprio nel territorio trova un legame forte, unico e irripetibile.
Nicoletta Manestrini, figlia del fondatore Egidio, è membro del consiglio d’amministrazione AIPOL (Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Lombardi). E’ diplomata assaggiatrice olio di oliva e iscritta all’albo nazionale tecnici ed esperti di olio extravergine di oliva.
L’azienda Manestrini, a livello regionale, è presente alle numerose manifestazioni promosse da Associazioni locali. E’ un’azienda che si muove con disinvoltura anche all’estero per eventi internazionali.
Nicoletta promuove il prodotto con passione e sostiene le varie associazioni di cui fa parte. Oltre ad essere impegnata nel sociale con l’associazione Lankama Onlus che si occupa dell’adozione a distanza di bambini poveri indiani garantendogli un’istruzione che gli permetta di vivere decorosamente.

Degustare i prodotti Manestrini e conoscere la realtà gardesana è possibile anche per chi è sul Lago di Garda e può recarsi direttamente presso il Frantoio Manestrini.
Qui, oltre all’olio, si trova anche una vasta gamma di prodotti tipici gardesani: vini, grappe, paté, olive e verdure sott’olio, sughi e pasta. Tutti prodotti all’insegna della qualità e tipicità
Recentemente il Frantoio Manestrini ha introdotto una linea cosmetica contenente i polifenoli dell’olio e Idrossitirosolo, potenti antiossidanti naturali.

Frantoio Manestrini vi aspetta per degustare l’olio e gli altri prodotti dal lunedì a sabato nei seguenti orari: 9-18,30
Il Frantoio Manestrini si trova a Soiano del Lago (BS) via Avanzi 7, GPS N 45.52616°, E 10.50980° Tel +39 0365 502231
www.manestrini.it
Anche su facebook (Frantoio Manestrini)
ed Instagram (Oliomanestrini)
Fa parte della Famiglia Manestrini anche il ristorante “Dalla Cugina” presso il Campeggio Rio Ferienglück (via Rio 37) a Manerba del Garda. Nel menu del ristorante si possono gustare ottimi fritti di pesce e di verdure e piatti cucinati con l’olio extra vergine di oliva del Frantoio Manestrini.
Dalla Cugina propone una serie di cene etniche con menu indiano il cui ricavato andrà in beneficenza a sostegno dell’ orfanotrofio in India gestito da Nicoletta.
Nello specifico le ultime due date come da volantino saranno venerdi 1 giugno e venerdio 15 giugno 2018.
Info su Facebook “Dalla Cugina – Camping Rio Feriengluck” .

NONOSTANTE LA DEMENZA VIVERE UN TEMPO DI QUALITA’ E’ POSSIBILE

 

5Peter Whitehouse, neurologo americano e uno dei massimi esperti mondiali di Alzheimer, sostiene che le patologie neurodegenerative non si "impadroniscono" delle persone anziane né possono dominarle o annullarne l'umanità, ma semplicemente cambiano il modo in cui vivono la loro vita. "Non esiste la completa perdita di se" afferma il Dottor Peter Whitehouse "e la malattia non prevale mai sulla persona."
Ad oggi non esiste una cura per questa malattia e vivere da familiare la relazione con una persona che con-vive con la demenza sappiamo che non è semplice. Per chi convive con la malattia non è altrettanto semplice, ma vivere una vita di qualità nonostante la diagnosi è possibile.
Mai come in questo periodo in cui ci si sente impotenti davanti ad una diagnosi di demenza, abbiamo la necessità di condividere nuovi modi e strumenti nella relazione di cura.
Grazie al progetto Sente-Mente®, persone con demenza, familiari, organizzazioni socio-sanitarie, Comuni, hanno la possibilità di essere traghettati oltre il dramma della malattia ed allenarsi ad una maggiore auto-efficacia e consapevolezza.
Il Sente-Mente® Project, creato in Italia nel 2014 grazie a Letizia Espanoli e alla sua collaboratrice Ilaria Filzi, è un modello innovativo che desidera un nuovo mondo sociosanitario pronto ad accogliere chi con-vive con la Demenza, perché è tempo di restituire dignità, difendere e valorizzare il nocciolo vitale racchiuso in ciascuno persona.
Letizia Espanoli nel suo utlimo libro "#lavitanonfinisceconladiagnosi", scrive"Ho imparato che il dolore ti lacera le budella, che la rabbia ti erode dentro e ti conduce nel labirinto dei: perché proprio a me, perché proprio a lui. Ho imparato che nello sguardo denso di pietà si nasconde l'incapacità a procedere, ad andare oltre. Tra le sue pieghe tuttavia pulsa e germoglia la più grande scuola della vita: il dolore che attraversato si trasforma in nuove possibilità."
Come Felicitatrice formata all'interno del modello Sente-Mente® ho avuto la possibilità e l'onore di incontrare diverse persone e famiglie che quotidianamente fanno i conti con la loro con-vivenza con la demenza. Così ho scelto di condividere le parole straordinarie di una familiare che sta sperimentando le potenzialità degli strumenti del progetto e si sta allenando a vivere la relazione con il marito nel miglior modo possibile.
UNA MOGLIE CORAGGIOSA
Durante un nostro incontro è emersa l'importanza di sentire le nostre emozioni, ma anche quelle della persona di cui ci prendiamo cura. In accordo con questa generosa signora condivido in questa pagina alcuni passaggi significativi del nostro incontro, perché crediamo che la sua esperienza possa essere d'aiuto anche ad altri familiari.

"Cerco sempre di sentire le sue emozioni e provo a scegliere quei modi che in un certo senso accendono la luce.
Mi capita di condividergli quanto siamo fortunati a volerci così bene, ad avere il calore della famiglia, ma anche che ogni giorno è un nuovo giorno e possiamo alzarci.
Una volta tra di noi queste parole difficilmente uscivano, invece adesso per me è un continuo allenamento.
Le prime volte facevo fatica, ma ora mi viene spontaneo.
Sto scoprendo una vita nuova, è vero che è cambiata, ma sono felice nonostante tutto.
Ho capito però che è importante anche prendersi cura di noi stessi.
Se non sto bene io difficilmente sta bene lui."
È cambiato il tuo modo di parlare da quando lui con-vive con la demenza?
"Mi stupisco di come sono diventata. Scrivo spesso sul mio quadernino tutte le cose che voglio imparare per vedere se riesco a dargli la mia miglior risposta.
Perfezionare il linguaggio funziona nella relazione, ma anche nelle situazioni.
Si, ho un altro modo di parlare."
Cosa ti sentiresti di dire ad altri familiari di persone che con-vivono con la demenza?
"Sinceramente i nostri incontri mi hanno cambiato la vita."
Lei mi sorride, ma le rispondo che anch'io tutte volte imparo qualcosa da lei e che il merito della sua migliore qualità di vita è tutto suo, per ciò che sceglie di fare quotidianamente nonostante le fatiche.

SCELGO CIO' CHE MI FA STARE BENE
Quali sono le cose che ti fanno sentire bene?
"Mi concedo momenti in famiglia che so che mi riempiono il cuore e mi fanno stare meglio, ad esempio passare del tempo con i miei figli e i miei nipoti mi da gioia, perché con loro sono certa di sorridere e giocare. Quando mi sento stanca e affaticata è proprio quello il momento in cui decido di cogliere tutte le cose belle della giornata, come mi hai proposto tu.
Ci sono cose che non possiamo cambiare, ma possiamo scegliere a quali dedicare di più la ...
....

Sottocategorie

LAST MINUTE

Natura e Ambiente